Dove aprire un’azienda.

aprile 22, 2014 | Fare impresa

La scelta del luogo (dell’area) in cui avviare un business, influisce notevolmente sul successo di un’iniziativa.

Nel corso della prima parte, abbiamo cominciato ad analizzare una serie di fattori che influiscono sul successo di un’impresa, partendo appunto dal ‘fattore ubicazione’.

Nel post scorso infatti, si sono elencati una serie di esempi concreti presenti nel settore del commercio, dei servizi e delle professioni, evidenziando che in base al comparto preso in esame, l’incidenza del fattore ‘posizionamento fisico’, influisce più o meno pesantemente nel raggiungimento degli obiettivi di business.

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Dove aprire un’azienda. Quando le dinamiche ed una serie di elementi esterni cambiano il ‘quadro generale.’

La centralità di alcune aree di shopping che nel passato erano quasi sempre collocate nelle vie dei centri cittadini, oppure, per quanto riguarda alcuni studi professionali di vario tipo che venivano ubicati in determinati palazzi ‘signorili’ nelle zone più eleganti della città, ci ricorda che negli ultimi 30 anni, queste ‘certezze’, sono in parte(o del tutto in alcuni casi) cambiate.

Le aree di shopping hanno preso la direzione prevalente dei centri commerciali, delle aree outlet, ecc. che sono spuntate come funghi in ogni parte dell’Italia (e non solo)ed anche molti studi professionali, sono oggi collocati in zone diverse dal passato, senza per questo, risentirne in maniera negativa per quello che concerne il giro di affari.

I ‘consumatori’ infatti, hanno modificato le loro abitudini, la loro ‘visione’ e conseguentemente, anche l’offerta di prodotti e servizi si è andata modificandosi.

Di conseguenza, oggi, è possibile (o necessario) verificare la collocazione della propria attività in base ad una serie di elementi nuovi e differenti rispetto al passato.

Un altro aspetto che un imprenditore e professionista deve considerare quando si appresta ad aprire la propria attività, è quella inerente ai possibili ‘cambiamenti futuri’, spesso, solo a distanza di pochi anni (o pochissimi mesi).

Avviare un negozio (di abbigliamento, un tabacchino, una pizzeria, ecc.) in un’area che al momento si dimostra parecchio ‘ricettiva’ dal punto di vista del pubblico e quindi, anche del giro potenziale di affari, con il rischio però di vedersi ‘svuotare’ a breve questo bacino di utenti a seguito dell’apertura di un centro commerciale nel giro di 10 mesi in una zona limitrofa, costituisce sicuramente un fattore di rischio che un imprenditore deve sempre verificare a priori.

In concreto, quando si valuta la collocazione di un’attività, occorre farlo analizzando il contesto in maniera globale ed in un’ottica futura.

Non basta solo fotografare la situazione attuale!

Tutto, può essere rimesso in discussione anche e solo nel giro di pochi mesi.

Dove apro un’attività. Posizionare un’impresa in tempo di globalizzazione.

Già in passato, abbiamo analizzato questo aspetto quando si è parlato di delocalizzazione produttiva, cioè, nei casi in cui si avviano delle imprese in altre nazioni per approfittare del più basso costo della manodopera e di tutta una serie di altri vantaggi connessi.

Non sempre infatti, le delocalizzazioni produttive sono vantaggiose!

Quando ci si ‘sposta’ poco prima dell’aumento dei costi di quel paese, cioè, in una fase di crescita dei costi interni a quella nazione e che nel giro di poco tempo renderà meno competitiva quell’area geografica (e quindi meno conveniente ad insediare imprese per risparmiare sui costi di produzione) si rischia di ‘sbagliare’ i propri conti!

Dove apro un’impresa. Le scelte da fare.

In queste due brevi puntate, abbiamo quindi ripreso un tema ‘centrale’ nella pianificazione di un business e che riguarda ogni tipologia di impresa (micro, piccola, media, grande) e si collega ad una serie di dinamiche e cambiamenti che talvolta rimettono in discussione tutto il progetto rapidamente.

Provate ad esempio a ragionare sulla trasformazione di alcuni quartieri cittadini a seguito di una serie di fattori :

uno spostamento della popolazione da una zona ad un’altra(a seguito del peggioramento delle condizioni di quell’area od altro), magari nel giro di 20 o poco più anni;

il miglioramento di un quartiere a seguito di interventi da parte del comune (nuove aree verde, nuovi uffici pubblici, ecc.) e/o l’insediamento di nuovi abitanti (quindi, con una valorizzazione ed un miglioramento del bacino di utenza ‘commerciale’ di quell’area);

il crollo demografico che colpisce alcuni piccoli centri ed in cui sono ubicate una serie di attività;

la crisi economica che colpisce(talvolta repentinamente) una determinata aree (chiusura di fabbriche, ecc.) e quindi, crollano le possibilità di spesa da parte degli abitanti residenti;

ecc..

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