Produrre in Italia.

aprile 13, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

da decenni, stiamo assistendo ad una vera e propria deindustrializzazione che sta interessando (ed ha coinvolto) ogni settore produttivo ed area del nostro Paese.

E’ un fenomeno che colpisce non solo il Belpaese ma anche molti altre nazioni di ‘vecchia industrializzazione’ (Francia, Gran Bretagna, Spagna, ecc.) e che non deve certo stupire, neppure un paese ‘molto manifatturiero come l’Italia.

A seguito di delocalizzazioni produttive, chiusure di aziende inquinanti e poco competitive, errori gestionali, incapacità ad evolvere un business operanti da molti anni (o parecchi decenni), fallimenti anche pilotati ed una fiscalità per nulla vantaggiosa che opprime chi fa impresa, le aziende che in questi anni hanno chiuso o sono ‘fuggite’ altrove, sono moltissime e fanno riferimento un po a tutti i settori, nonché dimensioni.

In fenomeno che ha coinvolto ogni area geografica del Paese.

Altre aziende (parecchie), nei prossimi 10 anni sono destinate ad essere ridimensionate o ‘riposizionate’ a seconda della loro situazione ed in particolare, in base alla capacità dei loro manager ed imprenditori a sapersi ricollocare in un mercato nuovo e più ampio.

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Conviene produrre in Italia?

Se da una parte osserviamo (con dispiacere) che una quota consistente della produzione nazionale si è spostata altrove(spesso, anche a molte migliaia di chilometri dall’Italia), dall’altra, dobbiamo prendere atto che nei confronti di un certo tipo di Made in Italy, l’interesse di investitori, consumatori qualificati, in particolare, da parte dei nuovi ‘ricchi’ e benestanti di ogni parte del mondo, si è accresciuto notevolmente e così, i numerosi brand italiani conosciuti a livello globale nel settore della : moda, alimentazione, design, ecc., stanno diventando il punto di riferimento per molti investitori provenienti da ogni parte del mondo.

Con l’aumento del numero dei ricchi e benestanti residenti in ogni area del Pianeta, si sono incrementate le richieste di prodotti italiani e di tutto quello che è ‘Made in Italy’.

L’Italia è considerata una terra ‘magica’ capace di produrre ‘bellezza’, qualità della vita, prodotti unici, ecc., insomma, l’Italia fa sognare e questo aspetto, è spesso molto sottovalutato dai nostri imprenditori e dagli abitanti del nostro Paese.

Che cosa produrre?

La crisi intesa come grande cambiamento che ha coinvolto molti settori produttivi, se da una parte ha portato alla chiusura di molti stabilimenti industriali, dall’altro, ha obbligato (e sta tuttora spingendo) chi fa impresa a riposizionarsi non più su un mercato ‘locale’, spesso (come accadeva anni fa) povero ed autarchico ma (e questo, ancora in molti non riescono a capirlo) sta obbligando (e favorendo) gli imprenditori (piccoli, medi e grandi) italiani a rivedere il loro modello di business, i loro obiettivi, il ‘mercato’ di riferimento che già ora è cambiato e sempre di più, muterà.

Il futuro del Made in Italy.

Guardare ad un passato solo per ‘rimpiangere’ ciò che non esiste più e sicuramente non tornerà, rappresenta il principale errore che tanti imprenditori continuano a fare.

Stiamo vivendo dei cambiamenti epocali e tutti i parametri di riferimenti che soltanto 10 o 20 anni fa ancora costituivano i riferimenti per un imprenditore nazionale, non esistono più.

Per alcuni imprenditori, è difficile credere che possa esistere un futuro diverso dal passato.

Costoro, non riescono a guardare al futuro, lo temono e passano il tempo a rimpiangere un passato ‘morto e sepolto’.

Per questi imprenditori, è già suonata la campana!

Anche dai loro discorsi e dalle parole che usano(quando si ha l’occasione di sentirli ‘all’opera’), si evince la loro totale incapacità di accettare una realtà cambiata e cavalcare l’onda di cambiamenti che presto, potrebbero riportare i ‘valori’ italiani al centro della scena mondiale.

Si stanno aprendo nuove strade per i ‘valori’ del Made in Italy in un’ottica globale dove fare impresa richiede delle competenze nuove, una visione certamente più ampia rispetto a pochi anni or sono ed in cui i veri valori saranno preservati e costituiranno il vero punto di forza dei vari business.

Stiamo vivendo una fase transitoria, non brevissima e neppure facile.

In ogni caso, chi saprà accettare la sfida, preparandosi a ‘giocare’ bene le carte, troverà nel mercato globale, un canale eccezionale per i propri prodotti e servizi targati Made in Italy.

Parecchi imprenditori che hanno saputo accettare la sfida in vari campi : moda, alimentari, design, creatività a vario livello, arte, ecc., ne stanno già traendo vantaggi notevoli in termini di visibilità, fatturati e guadagni.

Buon lavoro.

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