Aprire un circolo.

maggio 29, 2014 | Fare impresa

In Italia, sono presenti decine di migliaia di circoli che si distinguono per differente dimensione e tipologia di attività svolte all’interno di queste strutture.

E’ difficile ‘catalogare’ oppure, definire una formula di circolo standard presente in ‘giro’.

Troviamo moltissimi esempi : piccole e micro realtà e contestualmente, circoli con migliaia di iscritti e strutture veramente imponenti in grado di ‘muovere’ molto denaro.

Tutti i circoli, costituiscono formalmente delle associazioni di persone che condividono una serie di passioni ed interessi senza scopo di lucro.

Incontriamo così nella realtà, una serie di circoli che hanno indirizzato la loro attività verso :

iniziative sportive, ricreative, sociali, sindacali, politiche, gastronomiche, luoghi dedicati ad appassionati di specifiche tematiche, ecc..

Quindi, il circolo rappresenta di fatto la formula ideale per aggregare persone che sono unite da passioni comuni (giocare a carte, a scacchi, andare in bicicletta, per gli appassionati di gite o pellegrinaggi, gli amanti della lettura, ecc.).

Esistono ovviamente delle regole formali e sostanziali che un circolo deve rispettare per effettuare ‘regolarmente’ la sua attività.

Il mancato rispetto di queste linee guida, può portare a multe e sanzioni di vario genere e conseguentemente, alla chiusura del circolo stesso.

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Aprire un circolo. Coprire un’attività imprenditoriale.

L’apertura di un circolo non costituisce formalmente l’avvio di un’attività commerciale anche se in molti casi, occorre prendere atto che sotto le insegne di moltissimi circoli, si celano svariate tipologie di ‘imprese’ che hanno scelto la formula del circolo per poter usufruire di una serie di vantaggi ed agevolazioni, prima fra tutte : quella fiscale.

Incontriamo pertanto circoli ricreativi che sono in realtà :

bar, ristoranti, palestre (spesso di lusso), saune, discoteche, night club, attività di vendita prodotti e servizi, aziende ricettive, centri di formazione, studi in cui vengono erogate prestazioni di vario genere (servizi alla persona), ecc..

Aprire un circolo privato. Da dove cominciare.

A capo di un circolo c’è sempre il presidente, al di sotto della figura del presidente, incontriamo un consiglio ed alla base, l’assemblea dei soci che nomina in determinati momenti le varie cariche.

Il presidente del circolo è il legale rappresentante e di fatto, costituisce la persona che ha la maggiore responsabilità e visibilità al suo interno.

Il circolo è tenuto in ogni caso a tenere un bilancio della sua attività con l’indicazione delle entrate ed uscite.

Per poter aderire al circolo, è necessario iscriversi.

Infatti, ogni socio dispone di una tessera che consente l’accesso all’area del circolo e di partecipare alle varie attività ed iniziative.

Come aprire un circolo. La distinzione rispetto ad un’attività commerciale.

Un circolo si distingue anche nella sua ‘forma’ rispetto ad un’attività commerciale in quanto non può essere gestito come una qualsiasi impresa.

E’ vietato l’accesso ai non iscritti e per questo, occorre evitare di avere un accesso ‘pubblico’ sulla strada.

In genere, per i circoli situati nelle aree centrali sui marciapiedi delle città, vengono poste delle tende agli ingressi per celare ai passanti l’attività svolta e di fatto, rendere il circolo aperto solo ai soci e non alle persone di passaggio.

Un circolo non necessita di autorizzazione e licenze.

Può ad esempio somministrare bevande e servizi ai suoi soci, contrariamente ad una attività commerciale che prima deve disporre di una licenza per poter operare.

In ogni caso, vanno rispettate tutte le normative ed i dispositivi connessi alla sicurezza, all’igiene, ecc..

Come si apre un circolo. Il confine spesso labile fra circolo ed attività commerciale.

Come già più sopra abbiamo evidenziato, il circolo eroga prestazioni solo ai soci regolarmente iscritti e non ad utenti di passaggio.

Quindi, è vietato per legge rivolgersi ad utenti esterni non iscritti.

Nella realtà, molti circoli operano in differenti attività (ballo, somministrazione di alimenti e bevande, gestione di esercizi sportivi, ecc.) mascherando l’attività di impresa sotto l’immagine di un circolo, offrendo ai clienti la tessera di iscrizione per bypassare l’obbligo di avviare e gestire un’attività imprenditoriale che avrebbe costi ed oneri di vario tipo più elevati ed in taluni casi, sarebbe poco o per nulla remunerativa.

Nella seconda parte, analizzeremo gli altri aspetti ed ascolteremo un gestore di tre circoli che di fatto opera come impresa a tutti gli effetti.

Continua.

 

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