Povera Italia.

giugno 29, 2014 | Redazionale

I business connessi all’aumento della povertà ed all’incremento del numero dei cittadini con redditi bassi.

Buon lunedì,

le opportunità di guadagno e di avvio di un’attività imprenditoriale di successo, sono strettamente connesse alla situazione economica e sociale in cui ci ‘si trova ad operare’ e quindi, al ‘contesto’ in cui si vive quotidianamente.

Pertanto, un imprenditore che vuole lanciare un business vincente, deve conoscere molto bene il ‘mercato’ in cui opera per poter intercettare i bisogni e le necessità (anche quelli apparentemente poco visibili) che possono costituire però degli importanti canali di business.

I cambiamenti avvenuti in questi anni in Italia, hanno messo in luce un forte aumento della povertà e delle ristrette economiche che hanno colpito alcuni milioni di individui (molti dei quali con un passato di benestanti) mentre nello stesso momento, sono emersi una serie di cambiamenti ‘qualitativi’ nei consumi a seguito di un insieme di ‘mutazioni’ che hanno coinvolto la nostra società.

Una situazione di ‘perdita di potere di acquisto’ che ha coinvolto parecchie tipologie di soggetti e che ha portato conseguentemente a molti cambiamenti negli acquisti e nelle scelte di vita e tutto ciò, ha ‘impattato’ anche nella presenza (rafforzamento od indebolimento) di una serie di imprese e professioni piuttosto che di altre.

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Aprire un’attività in Italia. Un ‘mercato’ che cambia velocemente.

Se andiamo a considerare il ‘mercato’ italiano (nel senso più ampio del suo termine) per un imprenditore (di prodotti, servizi, ecc.) confrontando un periodo ‘storico’ come quello ad esempio degli ultimi 25 anni, diventa subito evidente quanto siano cambiati tutta una serie di parametri, ‘pesi’, ‘rapporti’, ecc. e come tutto sia stato modificato anche prendendo in considerazione i vari settori e segmenti di business presenti all’inizio del periodo ‘storico’.

Aprire quindi un’attività oggi, richiede uno sforzo di ‘adattamento’ alla realtà attuale che non tutti sono in grado di fare, nonostante questo aspetto, costituisca un elemento basilare per poter progettare ed identificare un’attività di successo.

Giusto per fare qualche esempio concreto :

cosa vuol dire oggi rispetto a qualche anno fa : aprire una pizzeria al taglio, una gelateria, uno studio dentistico, un centro estetico, una palestra, un’impresa artigianale per la produzione di oggetti metallici, avviare un tabacchino, aprire un import di prodotti orientali, ecc..

Nella realtà, in pochi riescono a cogliere la differenza (fra oggi e ieri) intesa come :

possibilità di guadagno, scelta di collocazione dell’attività, rischio d’impresa (maggiore o minore), identificazione dei possibili clienti (come sono cambiati i ‘clienti’ per qual tipo di impresa) e segmentazione in base alla loro capacità di spesa, di scelte, ecc., per non parlare poi della concorrenza attuale rispetto a quella ‘passata’, ecc..

Quindi, un imprenditore che intende oggi avviare un’attività, deve compiere un lavoro molto approfondito, forse più che in passato, a causa proprio della presenza di una serie di fattori critici maggiori.

Avviare un business in Italia. Che cosa è cambiato.

Per identificare ed evidenziare i cambiamenti che sono accaduti, sarebbe necessaria una relazione di centinaia di pagine e questo, richiederebbe spazi e tempi lunghi!

In questo post (a cui ne seguiranno altri più mirati) vogliamo mettere in luce come siano cambiati tanti fattori proprio a seguito della riduzione del reddito individuale disponibile.

Un elemento che però vogliamo evidenziare già da questo post, è quello connesso al calo generale dei consumi (in termini quantitativi), all’aumento della richiesta dei prodotti low cost e di come le tendenze in atto (anche a seguito dei dati statistici pubblicati da molti centri studi, di cui l’ultimo è quello di Confindustria) evidenzino una sempre maggior ricerca di soluzioni ‘al risparmio’.

E’ inutile negarlo (del resto, è sotto gli occhi di tutti), aumenta la presenza di soggetti con redditi minimi che devono ‘appagare’ i loro bisogni cercando soluzioni alternative e sempre meno costose, dall’altra, la riduzione della presenza in Italia di molti benestanti a seguito della crescente e costante emigrazione di tanti italiani benestanti verso altre nazioni, è stata ‘rimpiazzata’ dall’arrivo di molti nuovi italiani che al contrario, dispongono di più bassi redditi e quindi, sono alla ricerca di soluzioni in linea con il loro reddito.

Un Paese certamente più povero che deve fare i conti con una situazione che nel breve termine non migliorerà e quindi, per chi di ‘mestiere’ fa l’imprenditore od il professionista, diventa importante ‘mettere’ in luce il proprio attuale bacino di clienti (e non basarsi più su valutazioni passate, magari, soltanto di 5 o 12 anni fa) e conseguentemente, riposizionarsi alla luce dei tempi attuali.

Questi cambiamenti rapidi che stiamo vivendo, in ogni caso, costituiscono solo un ‘passaggio’, un’evoluzione verso nuove fasi e quindi, per chi deve pianificare e progettare business ed attività future, diventa importante non focalizzarsi sui dati e sui numeri come se fossero degli elementi statici.

Tutto, è destinato a cambiare e così, occorre mantenere una dose di flessibilità ed adattamento (come del resto da sempre andiamo ripetendo).

Buon lavoro.

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