Aprire un allevamento di lumache.

luglio 17, 2014 | Fare impresa

Torniamo sulla ‘terra'(in tutti i sensi), dopo esserci occupati per molto tempo di business tecnologici e di settori innovativi.

Parliamo di agricoltura ed in particolare, di uno specifico allevamento : quello delle lumache.

Non si può certo considerare l’elicicoltura un settore innovativo, in quanto l’allevamento delle lumache è praticato ormai da molti anni e su questo argomento, sono stati scritti parecchi manuali, svariati articoli e sono stati realizzati anche parecchi servizi televisivi.

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Fare un allevamento di lumache. Il mercato.

Come per ogni tipo di business, ci piace partire dagli spazi che questo settore offre e preferiamo considerare il mercato potenziale (o quello reale) e di qui, cominciare a valutare la fattibilità concreta di un determinato progetto.

Il consumo di lumache, in prevalenza nel settore della ristorazione e fra i privati, è da anni in crescita a livello europeo (il mercato di riferimento).

In Italia, buona parte del prodotto consumato giunge dall’estero.

Occorre dire che generalmente il prodotto made in Italy è di qualità superiore, spesso ‘biologico’ e proveniente da piccoli allevamenti dove la cura della produzione è elevata.

La commercializzazione della produzione di un piccolo allevamento, in genere, avviene attraverso la vendita ‘diretta’ a ristoranti e consumatori finali.

Questo tipo di distribuzione, consente di ottenere guadagni superiori saltando i passaggi della mediazione.

Aprire un allevamento di lumache. Da dove partire.

Poche migliaia di metri quadrati consentono di avviare un allevamento di piccole dimensioni, forse non sufficiente per produrre un reddito ‘pieno’ per un imprenditore ma certamente valido per creare una fonte di entrata importante(da integrare ad altre modalità di incassi) e se si desidera, partire con la prima fase di un allevamento che mano a mano diventerà più grande.

Allevare lumache richiede una base formativa ed una passione che la si può apprendere attraverso :

corsi, stage, autoformazione, ecc..

Non si finisce mai di imparare e perfezionarsi, consente di migliorare la qualità della produzione (distinguendosi dalle produzioni di massa che anche in questo campo esistono) e ridurre una serie di ‘perdite’ causate dalla moria degli animali nel corso del tempo (predatori, mortalità durante le fasi dell’allevamento, ecc.).

Allevare lumache. Le normative.

L’allevamento di lumache è un’attività agricola a tutti gli effetti e quindi, può essere integrata all’interno di un’impresa agricola che già si occupa di altre produzioni (come accade in molte occasioni), oppure, diventare un’impresa specializzata ad hoc.

Per quanto riguarda l’investimento, si può cominciare (terreno a parte) con una cifra di poco più di 10.000 euro per realizzare una piccola struttura.

Successivamente, si potrà accrescere la produzione in base all’esperienza maturata ed anche alla capacità di vendita del prodotto.

Produrre lumache. Le criticità.

In questo post, vogliamo concentrarci sugli aspetti del business più che sulle nozioni tecniche dell’allevamento (a tal proposito, esistono già numerose guide di varia provenienza che vi invitiamo a leggere).

Tra le criticità di questo business riscontriamo :

le problematiche connesse con l’avvio della struttura.

Una base di formazione è necessaria per cominciare;

il rischio predatori e l’elevata mortalità degli animali.

Se non si mettono in ‘essere’ una serie di azioni, il rischio di trovarsi l’allevamento decimato, è assai elevato;

la concorrenza straniera.

Dall’estero, giunge la maggior parte delle chiocciole consumate in Italia.

Il prodotto straniero costa meno anche se spesso, non è di elevata qualità;

dover realizzare un impianto di medie dimensioni per poter cominciare ad ottenere un reddito adeguato.

Un piccolo allevamento, non consente infatti di ‘viverci’;

crearsi un canale commerciale che mano a mano si implementa, al fine di poter disporre di un’autonomia confronti di ipotetici distributori.

Un buon allevatore, deve avere anche doti di ‘buon commerciale.’

In caso contrario, si rischia di avere ‘margini’ di guadagno troppo ristretti, specie, per un piccolo allevatore.

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