Siti di successo.

luglio 10, 2014 | Finestra sulla Rete

Alcuni recenti successi di applicativi Web e di siti dedicati a specifici servizi, hanno riportato l’attenzione sull’opportunità di sviluppare un business on line di successo.

E’ anche giusto sottolineare che di fronte ad un caso (talvolta molto famoso) di successo(pensiamo ad esempio al caso Uber di cui abbiamo accennato in altri post), ci sono centinaia di iniziative che si sono ‘arenate’ o che sono fallite già nell’arco del primo anno di attività.

Stiamo quindi parlando di progetti di un campo di attività in cui le probabilità di successo non sono poi così elevate ed in cui l’entusiasmo (anche vista la giovane età dei vari startupper) può far passare in seconda importanza le ‘regole‘ che sono sempre alla base di un progetto imprenditoriale.

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Creare un sito di successo. Da dove cominciare.

Dal punto di vista tecnico e realizzativo, creare un sito di successo non costituisce oggi un ostacolo vista l’enorme disponibilità di strumenti e l’ampia diffusione delle competenze (nel creare un sito od un applicativo specifico).

La problematica, è tuttalpiù connessa con lo sviluppo del business correlato al sito od all’applicativo.

In tempi recentissimi, abbiamo assistito al fallimento di alcune iniziative anche importanti che ‘alle spalle’ avevano un supporto finanziario ed una visibilità notevole, eppure, tutto ciò, non è stato sufficiente a garantire loro un futuro.

Proviamo ad elencare alcuni dei fattori che vanno considerati già nella fase di ideazione progettazione del business.

Fare un sito di successo. Il mercato.

Come nel caso delle imprese cosiddette tradizionali, ogni azienda, deve far riferimento ad un mercato e così, anche un business on line, per quanto innovativo, deve ottemperare a questo principio.

Identificare un mercato, dei clienti paganti e sopratutto continuativi e crescenti nel tempo, costituisce un obiettivo primario per ogni nuovo imprenditore.

Talvolta, sopratutto nei business on line, il concetto di ‘cliente/consumatore’ è spesso confuso con coloro che in realtà sono ‘i soggetti paganti’.

L’esempio dell’editoria on line, i siti che basano loro redditività sulla pubblicità, ecc., ne costituiscono un esempio importante.

La scelta di un mercato e sopratutto l’identificazione (ancora meglio) di un segmento od una nicchia, consentono di porre il progetto su una ‘strada migliore’.

Relativamente al valore (o alla ‘leggenda’) della nicchia come fattore di successo, torneremo nel corso della seconda parte.

Create un sito di successo. I margini con cui si opera.

Un altro fattore critico che porta alla lenta agonia e poi alla definitiva ‘chiusura’ tanti siti Web, è quello connesso ai ‘bassi margini’ con cui questi business operano.

A partire dai molti siti di dropshipping che sono spuntati un po come funghi solo nell’arco degli ultimi 4 anni, per non parlare poi di molti siti dedicati gli sconti ed alla vendita di coupon, ecc., sono davvero tanti quei progetti Web che ‘vendono’ i loro prodotti o servizi con ricarichi talmente bassi da rendere gli stessi business ‘in perdita’ o in situazioni di ‘galleggiamento’.

In effetti, i ‘numeri’ spesso eccessivamente limitati delle vendite effettuate, connessi ai bassi margini, non permettono il mantenimento ‘in piedi’ di tante iniziative per periodi medi.

Al termine del budget iniziale(spesso non elevato), accade così che queste imprese on line ‘chiudano i battenti’ rapidamente.

Creare un sito di successo. L’originalità della proposta.

Similarmente alle iniziative imprenditoriali tradizionali, anche nel Web, c’è la tendenza a copiare senza innovare(da progetti di successo) e proporre delle ulteriori soluzioni a ‘zero’ valore aggiunto rispetto alle iniziative già presenti sul mercato.

Queste proposte, ‘non originali’, sono portate avanti spesso da neo imprenditori convinti che lo spazio di mercato relativo a quel tipo di business sia talmente elevato da offrire anche ad altri operatori delle chance valide.

Il limite concreto di queste ‘illusioni’ è dato invece da :

la limitatezza di un qualsiasi mercato (non c’è posto per tutti);

dalla difficoltà per un nuovo arrivato di ottenere una visibilità pari o ‘vicina’ a quella di un operatore da tempo presente sullo stesso mercato;

dalle scarse disponibilità finanziarie che i nuovi arrivati dispongono;

ecc..

Continuiamo nella seconda puntata con l’analisi degli altri punti.

Continua.

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