La paura di cambiare.

agosto 17, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

l’esercito di coloro si lamentano aumenta costantemente, cresce ogni giorno, sembra addirittura imponente ed inarrestabile.

Ci si lamenta su tutto e di tutti.

Poi, entrando nello specifico, c’è chi è arrabbiato per qualcosa in particolare più di altro :

il lavoro che svolge, la propria impresa che gestisce e dalla quale non trae soddisfazioni da anni, la moglie (od il marito) con il quale/il quale vive da anni come dei ‘separati in casa'(tirando a campare), l’esistenza in generale che non offre prospettive e piacevolezze ormai da tempo immemorabile in tanti aspetti della vita, ecc..

Insomma, gli esempi li conosciamo tutti e l’elenco che si potrebbe stilare è enorme….però…..:

quanti sono coloro che davvero fanno qualcosa per cambiare la propria condizione?

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La paura di cambiare. Quando è più facile lamentarsi.

Se da una parte trovare delle persone scontente è sin troppo facile, provate ora invece a fare un elenco di uomini e donne che stanno per davvero facendo qualcosa per cambiare la loro esistenza, per dare una ‘svolta’ alla propria vita, per migliorare se stessi e raggiungere nuovi obiettivi, ecc..

Provate a verificare se questo ipotetico elenco giunge sino a 10, anzi, sino a 5, oppure…?

Invece, per stilare l’elenco di chi si lamenta, servirebbe impiegare centinaia e centinaia di fogli bianchi!

Decidere di cambiare. Perché non si cambia?

A nessuno (o quasi) da piccolo, viene insegnata l’abitudine alla felicità, cioè, la ricerca della felicità giorno per giorno.

E’ come un ‘buco’, una mancanza nella nostro ‘sistema operativo’ che con il passare degli anni non ci permette di comprendere quanto sia sempre importante cercare la felicità e la serenità nella nostra vita anche in quelle fasi che non si possono certo definire piacevoli.

Il cambiamento, è un’esigenza basilare per ogni essere vivente : uomo, animale, pianta, ecc., intenzionato a continuare la propria esistenza su questo pianeta.

Chi non cambia, è destinato nel tempo ad ammalarsi, a lasciare il proprio posto ad altri, ad essere emarginato, a trascorrere un’esistenza infelice, ecc..

Cambiare è necessario.

Spiegare quindi i motivi per i quali le persone non cambiano, richiede un’analisi approfondita che parte appunto dalle considerazioni che più sopra sono state fatte.

La paura del cambiamento come di un qualcosa che andrà a mettere in discussione tutte quelle certezze che sono ad oggi hanno caratterizzato la nostra esistenza (nel bene e nel male) può essere anche comprensibile.

Altra cosa è invece rifiutare l’idea del cambiamento come progetto di innovazione per poter ottenere miglioramenti, benefici, vantaggi ad ogni livello (negli affari, nei rapporti di coppia, nella salute, ecc.) già in tempi rapidi.

Quindi, occorre acquisire una consapevolezza (che ci permetta di capire quanto sia importante cambiare) e che è alla base delle motivazioni che spingono una persona ad abbandonare le ‘vecchie posizioni’ per spostarsi in avanti verso nuove esperienze di vita e nuove opportunità, anche mettendo in discussione alcune certezze.

Quando cambiare.

Il cambiamento non è un fatto traumatico (anche se in alcuni casi può esserlo) ma deve essere inquadrato in un contesto di ‘movimento’ continuo verso un equilibrio sempre migliore della propria vita.

Se è vero che certi cambiamenti possono risultare anche traumatici, nella maggior parte dei casi, viene richiesto alle persone di adattarsi a più modeste variazioni, ad effettuare adattamenti continui più che a lanciarsi nel vuoto e mollare il proprio presente senza certezze per il ‘domani’.

Soltanto quando per tanto tempo non si provvede a fare cambiamenti, rinunciando a guardare avanti, allora, è probabile che siano poi necessarie delle variazioni anche consistenti.

Cambiare la propria vita. Ogni storia è diversa.

Accettare il cambiamento come un qualcosa di assolutamente normale, è la prima cosa da fare.

Rinunciare a chiudersi nel presente o forse nel passato per paura di affrontare la propria vita, corrisponde ad un suicidio vero e proprio.

Non si sfugge al cambiamento!

Meglio gestirlo che subirlo!

Buon lavoro.

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