Crisi di idee.

settembre 8, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

quante sono le nuove attività che trovate in giro e che possono davvero essere considerate innovative (anche se solo in parte)?

Quante, delle attuali imprese tradizionali presenti, magari anche solo in maniera minimale, cercano di distinguersi dalle altre?

Siamo davvero ancora un popolo di creativi e quali sono allora i business innovativi e che si differenziano dagli altri?

Siamo davvero sicuri che le attività che ogni giorno vengono avviate (o prese in gestione) rispondano con la loro formula a dei bisogni reali(a delle richieste potenziali), cioè, siano in grado di rispondere alle vere necessità del mercato (i consumatori reali e potenziali)?

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La mancanza di idee. Un panorama piatto.

Attualmente, nel panorama italiano c’è prima di tutto una crisi di contenuti, di idee, di capacità di comprendere la realtà e sopratutto, in merito al futuro che ci aspetta.

E questo, non solo nel business!

Per chi ha già qualche anno sulle spalle, gli è sufficiente ascoltare i toni che gli stessi politici, imprenditori, membri di associazioni imprenditoriali e sindacali, nonché, i cosiddetti rappresentanti della società civile esprimono per capire chiaramente che tutti questi soggetti sono rimasti fermi al passato!

E’ un ritornello di concetti, frasi, formule del tutto vecchio e superato!

Questa è la vera crisi! L’incapacità di comprendere il presente e l’evoluzione futura.

Se non comprendi il presente come fai a pianificare il futuro.

Sono tutti o quasi, rimasti fermi a qualche anno o decennio fa.

In pochi ma veramente pochi, hanno capito cosa sta accadendo.

In troppi, credono ancora che si possa tornare agli anni novanta od anche semplicemente a qualche anno indietro.

La nostalgia è una cosa, rifiutarsi di guardare al presente ed al futuro, specie per chi fa impresa, significa FALLIRE!

Capire i bisogni veri e costruirci dei business intorno.

Se non si è in grado di interpretare i bisogni di un mercato, di una società che cambia, ecc., difficilmente, si sarà poi capaci di creare dei business solidi e con un futuro davanti!

Tutto il resto, diventa secondario di fronte all’incapacità di elaborare un’analisi di business concreta, alla disponibilità di aprirsi al futuro!

Un business uguale all’altro.

La crisi c’è, le tasse sono giunte a livelli inumani, la burocrazia è asfissiante… ma è anche vero che se vi guardate intorno di idee nuove messe in pratica ne riuscirete a vedere veramente poche!

Ed allora??? Sta ‘benedetta’ crisi, è solo quella che leggiamo sui giornali o c’è anche qualcosa di più e di maggiormente difficile da sbloccare?

Se non si può cambiare il mondo, forse è bene cercare (dove è possibile) di cambiare un po se stessi, spostando l’inquadratura ed il modo di rapportarsi con la realtà.

Oggi, i bisogni inespressi sono tanti, non certamente meno di qualche anno fa, eppure, ancor oggi, c’è tanta gente che pensa di diventare imprenditore attraverso la presa in gestione di un’attività sull’orlo del baratro : un’edicola, una cartolibreria, una videoteca ed altre numerose aziende che sono state appena abbandonate dai precedenti gestori per l’impossibilità di rimanere sul mercato, perché era fattibile traghettarle in avanti o cercare di aggiornarle o migliorarle!

Qui, qualcosa non torna!

Crisi di idee o incapacità di guardarsi intorno?

Nei periodi di crisi, ci dovrebbe (in teoria) esserci una ricerca maggiore, un tentativo di reagire e guardarsi intorno ed invece, prevale l’immobilismo generale, anche e sopratutto da parte di chi fa impresa!

Un atteggiamento per nulla positivo che non aiuta ad individuare tutte quelle nuove opportunità, i nuovi filoni di business da seguire ed invece, la tendenza è ancor di più(che in passato) chiudersi maggiormente nelle rendite di posizione, nella ricerca del ‘passato’, piuttosto che esplorare nuove formule meglio adatte ai tempi attuali e futuri.

Fare impresa (da sempre), significa sopratutto guardare avanti, avere il coraggio di accettare la sfida del tempo e del futuro.

Oggi più che in passato un imprenditore deve essere sempre di più un innovatore!

Buon lavoro.

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