Quale attività aprire.

settembre 21, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

a costo di diventare monotoni od antipatici, torniamo a ‘battere’ su un tema :

come si ‘sceglie’ l’attività da aprire.

Cercheremo oggi di essere più che mai concreti(anche se modestia a parte, tendiamo ad esserlo sempre) andando a prendere degli esempi, analizzando alcune ‘strade’ in cui sono state avviate negli ultimi 24 mesi una serie di attività, per capire quali di queste hanno attecchito nel tempo e come mai buona parte delle altre imprese aperte (già poco tempo dopo l’avvio) ha chiuso i battenti o sta per farlo.

Come già in passato abbiamo sottolineato, dietro la parola crisi, si nasconde non solo un problema generale che riguarda un calo del giro di affari ed una serie di problemi legati alla minore disponibilità economica delle famiglie e delle imprese ma anche e sopratutto una mancanza di concretezza da parte dei vari piccoli e micro imprenditori che continuano ad aprire, nella maggior parte dei casi, delle attività che non hanno alcuna possibilità di attecchire, buona parte delle quali(tra l’altro), sono la fotocopia di altre che hanno chiuso pochi mesi prima nel solito punto, oppure, soltanto poche decine (e talvolta), qualche centinaia di metri più distante.

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Quale attività aprire. Miopia, mancanza di concretezza….o che altro?

Se vado ad aprire un negozio di frutta e verdura (e guardate che questo è un esempio osservato in questi giorni) nel solito fondo commerciale dove hanno chiuso (ben) altre due imprese simili negli ultimi 18 mesi, significa, che c’è qualcosa che non va…..non nel mercato ma nella testa di chi continua ad aprire la solita impresa con la medesima formula nell’identico posto.

Qui, qualcuno potrebbe obiettare che quei neo imprenditori sono stati sfortunati, oppure, non conoscevano ciò che era accaduto ai gestori precedenti!

Niente di tutto questo!

Smettiamola con le scusa banali che non aiutano chi fa impresa!

Ed allora?

Se apro un negozio di cartucce ricaricabili nel medesimo luogo(in un’area) in cui altri due negozi (similari) fanno fatica a rimanere aperti, allora, chi ha avviato questo terzo negozio (uguale agli altri) : o è piovuto dal pianeta Marte, oppure…..cosa?

Anche quest’ultimo esempio è recentissimo e REALE!

Vogliamo parlare di un negozio di kebab od un altro che vende intimo (generalista) che sono stati aperti a poca distanza da altri due, i quali,  già faticavano a stare in piedi?

Potremmo fare un elenco vasto, molto lungo di attività che vengono avviate e di cui c’è una bassa richiesta, eppure, la maggior parte delle piccole/micro imprese che sono state aperte recentemente rientra proprio in queste tipologie di esempi.

Aprire un’attività nuova. Proporre qualcosa di diverso.

Qui, non stiamo parlando di inventarsi delle attività iper innovative oppure, inserite in settori particolari ma per lo meno, sarebbe opportuno evitare di buttare via dei soldi in quelle imprese ed iniziative che non hanno speranze.

Occorre partire da quello che c’è attualmente per ritagliarsi uno spazio nuovo, con un’offerta diversa rispetto a ciò che è presente, a cominciare da un’analisi seria dell’offerta esistente e cercando di ‘pesare’ la vera richiesta di determinati prodotti e servizi in quello specifico mercato (in quel quartiere, in quella città, ecc.).

Questo, è un modo intelligente (e diverso rispetto a quelli ora elencati) di fare impresa.

Chi è l’imprenditore?

Bisogna sempre ricordarsi che l’imprenditore è colui che offre una risposta ai bisogni reali del mercato (che può essere un gruppo di cittadini, un gruppo di abitanti di un quartiere, un segmento di popolazione residente in una certa area più ampia, ecc.).

Chi crede che aprire un’attività sia un qualcosa di estraneo al mercato (che a volte corrisponde al luogo in cui si vive, si consuma, ecc.), allora, non ha capito proprio nulla e forse, dovrebbe abbandonare l’idea di aprire qualcosa.

Non tutti per forza devono fare gli imprenditori!

Il sogno del negozietto per tirarci fuori uno stipendio, non è di per se una cosa negativa, anzi, dimostra vitalità, coraggio, entusiasmo, voglia di reagire, ma ……. :

credere ed illudersi che si possa avviare con successo un’attività (seppur piccola) facendo finta di nulla ed ignorando volutamente come stanno le cose nella realtà (cioè : se quei prodotti e servizi sono richiesti, se quel tipo di attività può trovare spazio in quel punto, ecc.), vuol dire candidarsi a chiudere poco dopo, buttando via soldi, speranze ed illusioni.

Oggi, fare impresa (specie in Italia), è senza dubbio molto più difficile e se anche gli stessi imprenditori si complicano la vita da soli……allora, tutto diventa impossibile.

Buon lavoro.

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