Ristrutturare un’azienda.

settembre 24, 2014 | Fare impresa

Arriva per quasi tutte le imprese il momento di una necessaria riorganizzazione con lo scopo di rendere l’attività più efficiente ed operativa, anche con l’obiettivo di aumentare la produttività e la sua redditività e per eliminare (o ridurre sin dove è possibile) quegli elementi antieconomici ed ogni aspetto che mette in discussione una gestione efficiente del business.

Quindi, riorganizzare un’impresa a seconda della situazione specifica, può anche voler dire procedere a forme di ristrutturazione ‘pesante’ dando il via ad una serie di azioni.

I tempi, le modalità e gli obiettivi, possono cambiare ma in ogni caso, in qualsiasi tipo di attività, specie, alla fine di una fase storica, diventa necessario dare il via ad un piano di riorganizzazione per affrontare i tempi che verranno e garantire all’impresa, ai suoi titolari ed ai dipendenti un futuro di prosperità.

Riorganizzare l’attività di un ristorante, di una fabbrica, di un’ufficio commerciale, di un’azienda di logistica, ecc., richiede doti, impegno ed una tempistica variabile non sempre programmabile con assoluta certezza.

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Ristrutturazione aziendale. Quando occorre fare un piano di riorganizzazione.

E’ inutile negarlo, attualmente, siamo nel bel mezzo di una crisi che ha messo a dura prova centinaia di migliaia di attività e professionisti e questo, ci porta a discutere di ristrutturazione o riorganizzazione per consentire a queste realtà di riprendere il loro cammino con maggiore efficienza(ed in molti casi per potersi garantire un futuro).

Ogni realtà è diversa dall’altra e quindi, diventa difficile delineare delle formule standard che si adattano per ogni tipo di business.

In ogni caso, quando giunge il momento di ‘mettere mano ai cambiamenti’, è necessario agire con tempestività evitando di rinviare al futuro tutte quelle azioni che consentono di ‘rimettere’ in equilibrio un’impresa e che se spostate al domani(come purtroppo talvolta accade), potrebbero segnare la fine di un’impresa.

Riorganizzare un’azienda. Le resistenze.

Uno degli aspetti comuni ad ogni impresa è la presenza (magari anche dopo molti anni di mancati cambiamenti) di forti resistenze a modificare gli assetti e gli equilibri che nel tempo si sono formati.

Rendite di posizione, privilegi ed altro ancora, tendono a formarsi e cristallizzarsi ed una loro ‘messa in discussione’ (anche se motivata), provoca irrimediabilmente una levata di scudi, un tentativo di mantenere (sin dove è possibile) lo status quo da parte di chi per molto tempo ha ottenuto vantaggi da quel tipo di realtà.

Non stiamo solo facendo riferimento alle grandi realtà imprenditoriali ma anche alle piccole imprese dove il ‘rapporto personale’ è molto forte.

Anche tutte quelle abitudini e ‘certezze’ che gli stessi imprenditori, soci e dirigenti hanno accumulato, costituiscono un grosso freno al tentativo di porre in essere dei cambiamenti.

Nessuno (o quasi) vuol rinunciare alle proprie certezze!

Quindi, spesso, sono gli stessi imprenditori a costituire un ostacolo al cambiamento (a volte in misura maggiore rispetto i loro collaboratori).

Nascono talvolta delle vere e proprie ‘guerriglie’ interne per stoppare i cambiamenti.

A volte, diventa più difficile riorganizzare una piccola o micro realtà costituita da 10 o 15 persone, piuttosto che un’impresa di 300 soggetti.

Quindi, non è solo la dimensione dell’impresa che influisce nella difficoltà di portare avanti dei cambiamenti.

Come riorganizzare un’azienda. Da dove partire.

Innanzi tutto, bisogna far passare il concetto (a tutti : dipendenti, soci, ecc.) che tutto è in continua evoluzione e ogni cosa può essere rimessa in discussione.

Coloro che hanno il compito di riorganizzare un’azienda (il titolare, uno dei soci, un consulente esterno, ecc.), devono partire dall’analisi della situazione attuale (verificando ogni aspetto del business) e cominciando contestualmente a definire una sorta di nuovo business plan per riorganizzare l’attività guardando al futuro.

Diventa fondamentale rendere partecipi tutti i dipendenti, soci, collaboratori allo sforzo di cambiamento.

Per superare le resistente (talvolta elevatissime) serve decisione, flessibilità e trasparenza ma anche tanta capacità a comunicare gli obiettivi, fare squadra, ecc..

I sacrifici sono volte pesanti e prevedono anche tagli e/o ridimensionamenti nell’organico e nella struttura aziendale.

Tutto ciò, deve essere paventato con l’obiettivo di migliorare la situazione generale, evidenziando i vantaggi che un risanamento(o riorganizzazione) porterà per tutti.

Non c’è riorganizzazione che tenga senza un piano per il futuro!

Non basta tagliare, ridurre, ecc., serve sopratutto, partire dai fattori critici per rimodellare l’azienda in un’ottica futura.

Limitarsi ai tagli, non risolve il problema!(questo principio vale per ogni tipo di business).

Altrimenti, si rischia di cadere nel luogo comune per cui, ristrutturare significa solo ridurre delle spese.

Se poi alla fine le vendite non ripartono ed i clienti continuano a lasciare l’azienda, non c’è ‘taglio che tenga’:

l’impresa è finita!

Nel corso della prossima puntata , per comprendere meglio il peso e l’importanza di questo argomento, daremo la parola ad un imprenditore che ha gestito queste fasi più volte nel corso della sua esperienza lunga di parecchi decenni.

Continua.

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