Avviare una startup.

ottobre 16, 2014 | Fare impresa

Il concetto di start up nel tempo, ha assunto una serie di significati, spesso differenti, a seconda anche del periodo storico in cui questo termine è stato adottato.

Talvolta, si è abusato di questo ‘nome’, relegando al ruolo di start up ogni idea, progetto abbozzato e/o sogni di fare soldi con qualche idea poco concreta.

Durante la fase della New Economy, oltre 15 anni fa ormai, le start up divennero il mito, l’oggetto su cui si concentravano investimenti, spesso enormi, talvolta, su progetti campati in aria e che in situazioni ‘normali’, non sarebbero stai presi in considerazione neppure da un modesto impiegato di banca.

In quella fase, molte volte le start up vennero considerate dei ‘fuochi di paglia’.

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Avviare una start up. Gli elementi caratterizzanti.

Troppe volte, si è associato (anche erroneamente) il termine start up ai soli progetti di natura informatica e Web.

Nella realtà, nell’ambito delle numerose start up, si fanno ricadere tutti quei progetti imprenditoriali che hanno una base innovativa e che sono spesso portati avanti da una platea di giovani (od abbastanza giovani) imprenditori.

Una start up non è per forza un’impresa sottocapitalizzata (anche se nella maggior parte dei casi, le start up tecnologiche sono alla ricerca di capitali ‘freschi’ per poter sviluppare il loro business in tempi rapidi) e neanche costituita da soli sprovveduti pionieri e/o aspiranti imprenditori(anche se in parecchi casi, gli skill dei vari startupper, non sempre riescono a coprire ogni componente basilare per il funzionamento del progetto).

Creare una start up. Dal sogno al progetto concreto.

Una start up, come qualunque impresa cosiddetta tradizionale in fase di partenza, necessita di un progetto (un business plan) nel quale è descritta la strategia e la formula del business e sopratutto, le risorse necessarie per attuarlo.

Lo startupper (ossia, l’aspirante imprenditore), deve sviluppare un progetto innovativo ma anche concreto che possa trasformarsi in tempi abbastanza rapidi in un business profittevole ed in grado di ‘camminare’ con le proprie gambe.

La mancanza di concretezza e di risposta alla domande basilare:

questo progetto risponde ad un bisogno reale?

Rappresenta il primo step da superare.

Trovare i soldi per una start up.

In secondo luogo, occorre definire con precisione le risorse che sono necessarie per avviare un progetto (non solo nella fase primaria) per almeno i primi anni di attività.

Quindi, non basta soltanto calcolare quanto soldi servono durante i primi 9 mesi di attività (errore commesso da un numero elevato di neo imprenditori) ma serve anche sopratutto capire quanto è necessario per arrivare ad una fase avanzata del progetto.

Troppo spesso, ci si illude di avviare un progetto che diventerà autosufficiente nel giro soltanto di pochi mesi.

Quindi, si calcola un budget tutto sommato limitato che deve coprire i primi mesi od al massimo il primo anno di attività

Anzi, una delle voci che lo startupper sbaglia a ‘sovradimensionare’, è quello della pubblicità rispetto a tutte le altre risorse(e voci).

Gli stessi finanziatori (gli angel ad esempio), giudicano in maniera negativa questo aspetto, poiché conoscono bene i limiti di questa strategia.

Aprire una start up. Gli skill.

Come abbiamo avuto modo di evidenziare più sopra, i progetti di successo, sono caratterizzati dalla presenza di un insieme di soggetti (risorse umane) in grado di coprire le varie competenze necessarie all’interno dell’impresa.

Sviluppare anche un progetto caratterizzato da una forte componente tecnologica e poi, non disporre di esperti nel campo amministrativo, finanziario e commerciale per coprire le varie esigenze, può rappresentare un grave problema che potrebbe mettere a repentaglio il futuro del progetto nel suo complesso.

Gli angel (ed i potenziali investitori in generale), sono molto attenti a come il progetto viene ‘bilanciato’ attraverso la presenza di ogni componente che deve gestire la ‘sua parte’.

Una start up troppo sbilanciata sulla presenza di esperti ‘commerciali’ o di ‘tecnici’, ecc., rischia di partire azzoppata e questo, un investitore lo evidenzia al futuro startupper proponendogli dei correttivi.

Si prosegue nella seconda parte in cui si approfondiranno le altri fasi ed in cui daremo spazio anche allo sfogo di un ex startupper che ha sbagliato i conti ed è affondato già un anno dopo l’inizio del suo progetto.

Ora il nostro ospite, sta ripartendo con una seconda iniziativa per la quale sta trattando il finanziamento.

Continua.

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