Tirare a campare.

ottobre 26, 2014 | Redazionale

Buon lunedì,

le scelte che le persone effettuano nell’arco della loro esistenza, determinano anche la qualità della vita ed i risultati che si ottengono in ogni ambito nel periodo immediatamente successivo.

Per capire cosa accade in noi ed intorno a noi, a volte, è opportuno distaccarsi emotivamente e provare a limitarsi ad osservare semplicemente senza dare giudizi su ciò che avviene, guardando i fatti e le persone, nonché i loro comportamenti (spesso al limite del buon senso) e solo così, forse si potrà comprendere che gli errori effettuati da tutti, sono nella maggior parte prevedibili e scontati.

Siamo spesso abituati a dare la colpa al destino ed agli ‘altri’ ma nella maggior parte dei casi, gli errori che commettiamo, sono solo nostra responsabilità perché sono prevedibili quasi tutti.

Invece, preferiamo non guardare, giocando a fare i ‘poverini’, gli ingenui, anziché dedicare il tempo alla ricerca della felicità e delle scelte migliori.

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Davvero cerchiamo la felicità?

Quante persone serene(non perché non hanno problemi), appagate ed amanti della vita incontrate ogni giorno?

Tante, abbastanza o poche?

Quanti sono coloro che passano il tempo a sbuffare, a lamentarsi, a parlarvi solo dei loro problemi, ad accusare gli altri di qualcosa, a parlare male di questo e di quello senza mai offrire proposte e soluzioni concrete???

Quando poi provate a domandare loro che cosa stanno facendo di concreto per cambiare la loro vita, ti guardano come se vedessero un Ufo od avessi fatto una domanda in lingua aramaica!

Preferiscono solo piangersi addosso e cercare compatimento.

Intorno a noi, c’è un un mondo di persone che preferisce solo farsi compatire (lo vedete giorno per giorno dagli sguardi, dai commenti che postano sui social network, dai discorsi che fanno in giro, dalla loro vita di tutti i giorni, ecc.).

Questi individui, secondo voi, sono molti o sono pochi?

Fare una scelta. Scegliere la vita e la felicità.

Se analizziamo bene la cosa, il gruppo degli infelici ed insoddisfatti è di molto superiore a tutti gli altri( e di parecchio anche).

Forse, perché il mondo è fatto di sfortunati soltanto?

Alla maggior parte delle gente piace piangersi addosso, cercare sempre il compatimento e mai, assumersi la responsabilità della propria vita (delle proprie azioni) e della propria felicità.

Probabilmente, anche perché la gente sin dalla giovanissima età (nella maggior parte dei casi), rinuncia alla felicità, si ritiene immeritevole di essere serena e di successo e quindi, opta per rinunciare ad essere felice ed appagata?

Forse, perché la maggior parte delle persone non è educata ad essere felice sin dalla tenera età, quando si forma il carattere, la struttura di un uomo e di una donna?

Infatti, la maggior parte degli individui cresce e si forma sotto la guida di insegnanti, formatori, genitori, catechisti, ecc. che ti insegnano in maniera continua : a giudicare, a mantenere il senso di colpa, a vivere sempre con la paura, la sfortuna, il destino amaro, i limiti, ecc..

Quante sono veramente le persone che vengono educate per essere felici ed alla ricerca del bello, del positivo, del successo??

Una su cento, cinque su cento??

Diventare felici.

Nella vita, si può decidere se essere vincenti o perdenti, felici od infelici, disperati od ottimisti, ecc..

Quanti davvero fanno la scelta di diventare davvero delle persone felici?

Dai risultati che sono a noi visibili, si direbbe davvero poche!

Il successo negli affari e nella vita.

La differenza fra il tirare a campare strisciando e lamentandosi continuamente, invece di optare per una vita felice, non è poi così enorme.

Cosa spinge le persone a trascorrere una vita grigia, anziché provare ad essere dall’altra parte tra i cosiddetti felici?

Non è mai troppo tarsi per cambiare visione, prospettiva e risultati.

La scelta di passare l’esistenza fra la pigrizia, l’abitudine a strisciare, anziché camminare a testa alta e godere delle bellezze della vita, è nelle mani di chiunque.

In troppi, si nascondono dietro la scusa :

‘sono sfortunato, ho i genitori che erano poco capaci a crescermi, sono nato in quartiere povero, non sono abbastanza alto, sono calvo, non sono sufficientemente intelligente, non avevo i soldi per studiare, ho avuto amicizie sbagliate, ero gracile, mio papà era un ubriacone, ecc..’

Se vi servono delle scuse, potete inventarvene quante ne volete(anzi, ve le mandiamo pacchettizzate a casa al vostro indirizzo email)!

Forse, sarebbe più opportuno sprecare energie a cambiare se stessi ed alla fine, una volta avviato il cambiamento, ci si renderà conto che non era poi così difficile cambiare se stessi e quindi, cambiare vita!

Buon lavoro.

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