Dipendenti che rilevano l’impresa in cui lavorano.

dicembre 23, 2014 | Fare impresa

L’alternativa alla chiusura di un’attività in difficoltà, non è connessa solo all’arrivo di nuovi imprenditori(che dovrebbero subentrare con nuovi capitali) ma può in alcuni casi giungere anche dall’iniziativa dei dipendenti stessi dell’azienda che ‘prendono in mano’ il loro destino diventando di fatto i nuovi padroni e sostituendo così l’attuale titolare.

Si tratta ovviamente di un caso molto raro(come vedremo più sotto infatti, serve il verificarsi di determinate condizioni) ma non per questo, è privo di significato e concretezza.

Questi recenti anni di crisi economica, hanno visto migliaia e migliaia di casi di imprese(in ogni settore e di qualsiasi dimensione) che hanno chiuso definitivamente i battenti ed in tante altre aziende, in situazioni di ‘bilico’, la proprietà non ha più la forza di andare avanti per una serie di ragioni :

c’è una mancanza di capitali freschi da iniettare nell’impresa ;

il mercato di sbocco dei prodotti/servizi di quell’azienda è compromesso;

è venuta a mancare la voglia e gli stimoli per proseguire da parte dell’imprenditore e/o dei soci attuali;

l’indebitamento è divenuto insostenibile ed un piano di rientro in condizioni ordinarie è praticamente impossibile;

il modello di business è da rivedere integralmente o parzialmente;

ecc..

Le conseguenze negative di questi fattori (spesso presenti in quantità contemporaneamente), rischiano di compromettere il futuro dell’azienda.

A questo punto, la ricerca di un compratore/investitore costituisce una delle possibili vie di uscita dall’impasse.

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Quando uno o più dipendenti decidono di fare il ‘grande passo. Da dipendenti ad imprenditori.

In alcuni rari casi, si è assistito al ‘salto’ di ruolo che alcuni dipendenti hanno fatto, comprando l’impresa in cui lavorano, salvando contemporaneamente il loro posto di lavoro ed assumendosi una responsabilità importante.

La rarità dei casi in cui questo ‘modello’ viene applicato, è connesso al fatto che sia necessario la presenza di una serie di fattori che favoriscano questo ‘subentro’.

In concreto, poche volte è possibile concretizzare l’acquisizione dell’impresa da parte dei dipendenti.

Le motivazioni le proviamo a riassumere qui sotto e poi, le svilupperemo anche nel corso della prossima puntata.

Affinché un’azienda possa essere rilevata dai propri dipendenti è necessario (sarebbe opportuno) :

la presenza di un mercato futuro in cui direzionare la produzione dei beni e servizi prodotti dalla stessa impresa.

Senza un mercato e quindi senza clienti, l’impresa è giunta al capolinea;

mettere d’accordo i numerosi dipendenti.

Tante teste rappresentano anche differenti mentalità ed obiettivi e quindi, non è facile far combaciare tutto e tutti;

la leadership.

Chi sarà il nuovo capo? Chi si occuperà di fatto di amministrare l’impresa, offrendole una nuova vita con nuove strategie?

Questo, rappresenta uno degli aspetti chiave che vanno presi in considerazione e che costituiscono la possible ‘chiave’ di svolta;

il ‘costo di acquisto’.

Molte imprese in crisi hanno un valore di acquisto pari a zero o poco più ma altre, potrebbero invece continuare a mantenere un valore residuale importante.

Su questo punto, occorre effettuare una serie di considerazioni tenendo conto delle svariate situazioni in cui spesso ci si trova dinanzi;

le implicazioni normative, burocratiche, ecc., spesso connesse al fallimento,al concordato preventivo e/o legate alle varie situazioni in cui l’impresa si trova;

ecc.

Nella prossima puntata, analizzeremo i vari punti anche con esempi concreti per rendere più chiaro l’argomento in oggetto.

Continua.

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