Fare impresa.

febbraio 25, 2015 | Fare impresa

Creare un business di successo, significa anche e sopratutto evitare di fare degli errori importanti nel corso della pianificazione, avvio e gestione dell’impresa.

Nel corso della prima puntata, abbiamo elencato una serie di aree in cui si concentrano maggiormente molti degli errori più diffusi.

Oggi, come anticipato nel post scorso, andiamo a pubblicare alcuni esempi concreti di errori che gli imprenditori tendono a commettere assai frequentemente e che vanno poi a mettere in discussione il futuro dello stesso business.

Nel rispetto della privacy, ospiteremo alcune testimonianze di imprenditori che ci racconteranno le loro esperienze in fatto di sbagli e di come, in certi casi, sono riusciti a rialzarsi nonostante la situazione rischiasse di essere completamente compromessa.

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Errori imprenditoriali. Quando è possibile rimediare e quando no.

Talvolta, se l’imprenditore si rende conto (per tempo) di aver commesso un passo falso, c’è la possibilità di rimediare anche mediante un’azione rapida ed incisiva.

In altre occasioni, se l’imprenditore non può o non vuole (caso molto frequente) prendere atto per tempo della situazione negativa, tutto diventa difficile ed anche trovare una soluzione, può risultare davvero complicato.

Rimediare agli errori.

Partiamo ora con tre esempi concreti.

Il primo riguarda la scelta sbagliata di realizzare una società con un socio inadatto.

La seconda, è inerente ad una scelta di mercato inadeguata che l’imprenditore ha compreso per tempo e con un ‘mezzo bagno di sangue’ è riuscito a correggere.

Il terzo caso, fa riferimento al necessario cambio di strategia pochi mesi dopo l’avvio del business quando le condizioni generali sono cambiate e quindi, l’imprenditore ha capito che per sopravvivere ed avere un futuro, bisognava rimettere in discussione tutto il progetto imprenditoriale.

Fare impresa. Alcuni errori imprenditoriali ‘corretti’.

‘Circa una decina di anni fa assieme ad una persona che conoscevo da tempo e con cui condividevo uscite serali e la passione del calcetto, nonché l’esperienza lavorativa in un settore similare, avviai una società per la gestione dell’assistenza di impianti di condizionamento.

Entrambi, siamo due tecnici del settore idraulico con alle spalle parecchi anni di esperienza, quindi, le competenze tecniche non mancano a nessuno dei due.

Ci eravamo resi conto che gli spazi per una nuova azienda in questo campo ci stavano ‘alla grande’ e le possibilità di guadagnare pure.

I problemi uscirono fuori poco dopo l’avvio (già nei primi giorni).

Il mio socio (come del resto anche il sottoscritto) aveva fatto il dipendente e sempre, era stato ‘gestito’ da altri.

Nel momento in cui il mio partner si trovò senza qualcuno che lo guidasse giorno dopo giorno, cominciò da subito a dare segni di poco equilibrio :

pretendeva di dividere in anticipo gli utili;

si presentava tardi al lavoro alla mattina;

voleva inserire a tutti i costi come dipendente la sua compagna;

intendeva prendere la gestione di un marchio poco adatto al nostro territorio;

non si rendeva conto che era necessario seguire un piano di gestione amministrativa molto attento..;

anche nel rapporto con i clienti, fornitori, per non parlare di banche era un disastro ed il vero problema era che lui non se ne rendeva proprio conto.

Dopo una serie di tensioni che sfociarono con una riunione risolutiva, proposi che : uno di noi due, o io o lui, avrebbe preso in mano la società e contemporaneamente, avrebbe liquidato l’altro socio, garantendogli alcuni mesi di assunzione in attesa che trovasse un’altra occupazione.

Alla fine, me lo levai ‘dalle scatole’ e con un sforzo ulteriore (mi indebitai) lo liquidai e da allora, le cose sono cambiate positivamente.

Fortunatamente, mi ero reso quasi subito conto dell’errore che avevo commesso e quindi, mi salvò la mia decisa rapidità con cui lo ‘misi fuori’.

Se avessi atteso ancora un anno, avrei bruciato delle altre risorse ed anche la mia salute ne avrebbe risentito.

Anche il pressing di mia moglie che mi fu accanto, fu molto utile in quei momenti per prendere una decisione veloce e risolutiva.

Il mio ex socio non è un soggetto cattivo ma certamente, non è adatto come la maggior parte delle persone a fare l’imprenditore, ad assumersi una responsabilità.’

Nel corso della prossima puntata, passeremo all’ascolto delle altre testimonianze.

Continua.

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