Fine della crisi.

febbraio 8, 2015 | Redazionale

Buon lunedì,

una serie di segnali incoraggianti stanno facendo capolino rispetto all’attuale situazione economica, anche se questi elementi ‘positivi’, vanno presi in considerazione con molta attenzione visto i precedenti (entusiasmi) degli anni passati che non ebbero poi fortuna

Le vendite delle case in Italia, pare abbiano smesso di diminuire, il costo del greggio non è mai stato così basso da anni, molti investitori extraeuropei stanno tornando a guardare al Vecchio Continente (anche all’Italia) mentre molti paesi extra UE che negli anni scorsi avevano particolarmente brillato (vedi ad esempio il Brasile, l’Egitto, la Russia, l’Ucraina, ecc.) stanno vivendo una fase di difficoltà.

Ripresa economica? Tanti piccoli segnali.

Anche alcuni dati relativi alla propensione ad assumere da parte di imprese di varia tipologia ed il rientro dei capitali dall’estero, dovrebbero in qualche modo ‘spingere’ in direzione di una certa ripresa.

Questi, sono solo alcuni degli elementi ‘visibili’.

In realtà, anche l’Expo, dovrebbe aiutare di qualche virgola il pil nazionale.

Il processo di ristrutturazione del sistema bancario, farà ridurre i costi delle banche e si spera che anche in questo campo si apra una certa concorrenza con la riduzione dei costi per gli utenti.

I tagli al sistema pubblico, dovrebbero in qualche modo favorire una minore pressione fiscale nel medio termine ma è bene dirlo chiaro : non aspettiamoci miracoli o (per chi ha qualche anno sulle spalle) di ritornare ai mitici anni ottanta!

Va però detto che qualcosa in effetti sta cambiando!

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La fine della crisi? Che cosa cambierà.

Per tutti coloro che sperano in un ritorno al passato, è bene subito chiarire (come da qualche anno ormai scriviamo su questo sito) che non si tornerà più indietro!

Il futuro sarà diverso dal passato in tutti i sensi!

Scordiamoci il benessere diffuso degli anni passati, dimentichiamoci una serie di servizi come : la sanità e la scuola gratis per tutti, leviamoci dalla testa una rapida riduzione del carico fiscale sia per imprese che per i privati, ecc..

Anche per le opportunità di business, la concorrenza aumenterà e le piccole imprese (già ora è evidente quanto la grande distribuzione ed i principali brand impongano le loro scelte sulle piccole realtà!) dovranno adattarsi e fare delle scelte mirate.

E’ bene cominciare il più rapidamente possibile ad entrare in questo logica per affrontare ogni tipologia di business in maniera nuova, diversa dal passato!

Nulla sarà più come prima!

La ripresa, porterà nuove opportunità ma il cerchio dei beneficiari, contrariamente a quanto è accaduto 30, 40 o 50 anni fa, sarà molto, molto più ristretto.

In passato, un benessere diffuso creò la ‘classe media’, ora invece, ci aspetta una suddivisione su 4 o 5 fasce dello strato sociale : ricchi e molto ricchi, benestanti (queste prime due categorie rappresenteranno molto meno del 20% del totale), la classe popolare (insegnanti, impiegati, molti piccoli artigiani e professionisti, bancari, ecc.) che nel complesso rappresenterà un segmento numerico importante, il gruppo dei nuovi proletari costituito da operai generici, partite iva per necessità e precari e la categoria dei nuovi poveri (almeno un 20% della popolazione nel giro di pochi anni e tra l’altro, destinata a crescere senza la presenza di una serie di politiche sociali mirate) che oltre ad emarginati, verrà integrata con i nuovi pensionati da 500, 600, 800 euro al mese(infatti, le pensioni sempre più basse degli anni a venire, creeranno le condizioni per una massa di nuovi poveri).

Il panorama che ci aspetta. Organizzare ORA la propria vita ed il proprio business in base ai futuri equilibri.

Da anni, è in atto un vero e proprio appiattimento delle retribuzioni che coinvolge : ingegneri, professionisti di vario tipo (geometri, commercialisti, avvocati, architetti, ecc.), bancari (lo sciopero avvenuto recentemente di questa categoria, ne è la chiara dimostrazione), militari, personale medico/sanitario, insegnanti, impiegati specializzati, ecc..

Anche i piccoli e medi imprenditori, dovranno abituarsi nella maggior parte dei casi a rendimenti e profitti personali molto più bassi che in passato.

In concreto, la forbice presente fra i pochi benestanti ed i pochissimi ricchi rispetto alla grande massa dei restanti crescerà progressivamente negli anni a venire e questo, obbligherà i manager e gli imprenditori a riposizionare i loro business in considerazione dei cambiamenti avvenuti e di un mercato nuovo fatto di consumatori completamente diversi dal passato.

Cogliere le opportunità da questi cambiamenti.

In parecchi, leggendo queste analisi, esprimeranno un sentimento di puro pessimismo!

Beh, la realtà che ci aspetta è proprio questa e quindi, è bene cominciare a ragionare sin da subito in termini concreti, cercando di capire come ritagliarsi uno spazio in un contesto prossimo di questo genere senza perdere altro tempo.

Coloro che continueranno a voler ignorare la realtà, verranno fortemente penalizzati ed emarginati da questo nuovo mondo.

Buon lavoro.

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