Lavoro di rappresentante.

febbraio 5, 2015 | Lavorare a domicilio

In questa terza ed ultima parte, terminiamo l’intervista con un agente di vendita che da molti anni esercita questo lavoro (da circa 30) e da due anni, ha abbandonato la formula tradizionale per riposizionarsi con delle collaborazioni che prevedono lo svolgimento della sua attività prevalentemente dal domicilio.

Il nostro ospite, ha già risposto ad una prima serie di domande ed ora, ripartiamo con le altre.

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Come hai iniziato la collaborazione con le imprese per cui attualmente vendi?

Come già ti ho detto, ero in crisi da tempo, con me stesso e con il mio lavoro, le vendite diminuivano e gli incassi ancor di più.

L’unica cosa che nel mio ‘vecchio lavoro’ crescevano erano le imposte, le spese ed i rischi di rimanere dall’oggi al domani tagliato fuori completamente.

Dovevo prendere una decisione.

Da tempo, seguivo il Web ed avevo anche un piccolo spazio free che aggiornavo per conto di un’associazione a cui ero iscritto da tempo.

Navigando su Internet, mi resi conto che le vendite on line crescevano e l’interesse per le persone nei confronti del Web andava di pari passo e così, provai ad immaginare il mio lavoro di agente di vendita in maniera differente.

Ho sempre amato il mio lavoro anche se è duro e spesso, impone continui spostamenti e carichi di stress importanti, però, con il passare del tempo, avevo sempre meno voglia di ‘fare dei chilometri’, tornare tardi, sottopormi alle riunioni settimanali, agli stage, alle full immersions aziendali, ecc..

Un giorno, presso un cliente con cui ero in ottimi rapporti già da anni, ascolto un dialogo in cui un imprenditore amico del mio cliente raccontava della sua necessità di aumentare le vendite sia in maniera tradizionale ma anche attraverso il Web.

Questo imprenditore, durante la discussione con il mio cliente, si lamentava che oggi era diventato difficile trovare una figura professionale che gli gestisse sia la parte del sito Web da aggiornare, nonché, pianificare e promuovere le strategie adatte e contestualmente, mantenesse i rapporti con i clienti in maniera tradizionale : telefono, visite dirette, ecc..

Si trattava di una piccola impresa ben gestita e redditizia che aveva notevoli potenzialità di crescita.

Pur non conoscendola direttamente, ne avevo sentito parlare bene.

Mi ricordo che uscendo dalla visita al mio cliente non potei smettere di pensare a come avrei gestito io la cosa.

Rimasi folgorato!

L’entusiasmo, le idee e tanti pensieri positivi tornarono a far capolino dopo molto tempo in cui mi ero un po chiuso su me stesso in difensiva.

Così, trascorsero due giorni da quella visita ed una mattina, mentre stavo andando a fare un giro di routine, invertii la marcia e decisi di andare a trovare quell’imprenditore.

Non mi ero preparato all’incontro, non sapevo che cosa avrei detto ma volevo esprimermi e avevo tanta voglia di rimettermi in gioco.

Quella mattina, fui il venditore di me stesso!

Come avvenne il passaggio da un settore all’altro?

Mi diedi due mesi di tempo in cui mi feci davvero in quattro per continuare nei limiti a vendere con il mio vecchio lavoro e contemporaneamente, cominciare a vendere per conto della nuova impresa.

Stabilimmo che avrei provato due mesi e poi, avrei preso una decisione finale.

L’imprenditore, visto il mio entusiasmo, mi disse che alla fine dei due mesi se i risultati di partenza fossero stati in linea con le aspettative, mi avrebbe garantito per i primi 3 mesi una sorta di rimborso spese per superare la prima fase critica.

E’ inutile ricordare come una persona piena di entusiasmo possa offrire risposte notevolmente superiori rispetto a situazioni standard.

In quella fase ero super carico e riuscii a far partire il tutto.

Ammetto che nei primi tempi ero sotto pressione, avevo paura di lasciare il certo per l’incerto e considerando la mia età ed una famiglia sulle spalle, non posso dire che sia un gioco da ragazzi.

Come gestisci il tuo lavoro?

Il telefono, le email, l’uso dei social ed altri strumenti complementari, costituiscono la base del mio lavoro.

Per quanto riguarda gli spostamenti in auto o con altri mezzi, rappresentano oggi meno del 20% del tempo impiegato.

Razionalizzo gli spostamenti ed anche quando vado in giro, sono sempre collegato on line.

L’impresa principale (perché attualmente collaboro con due) mi ha messo anche a disposizione alcuni collaboratori dell’impresa stessa per migliorare i risultati.

Ringraziamo il nostro ospite per averci messo a conoscenza della sua esperienza di successo, augurandogli una crescita notevole nei prossimi anni.

Torneremo a parlare con il nostro ospite a breve con un ulteriore approfondimento sul suo lavoro.

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