Vendere un’azienda.

febbraio 19, 2015 | Fare impresa

In passato, ci siamo già occupati di questo argomento, ossia, quando l’imprenditore per una serie di possibili ragioni (per l’età avanzata o per ragioni di salute, perché lo stesso imprenditore non ne ha più voglia di occuparsi dell’azienda, perché l’attuale gestore sta guardando ad altre tipologie di business su cui puntare, ecc.) prende la decisione di lasciare definitivamente la sua attività e quindi, la mette ‘sul mercato’ in cerca di possibili compratori, i quali, possono essere dei semplici investitori e/o degli imprenditori intenzionati a continuare l’attività in corso.

images

Vendere un’attività. La fine di un percorso.

Arriva il momento prima o poi del passaggio generazionale/gestionale di un’azienda e ciò, costituisce una fase importante e delicata per la continuazione della gestione del business e la possibilità per il cedente di ottenere un compenso adeguato.

Questo passaggio, può avvenire fra il titolare ed i suoi parenti ma più spesso, fra il vecchio proprietario (che talvolta è anche il fondatore o colui che l’ha gestita per tanti anni) ed un possibile nuovo acquirente/imprenditore.

Questa fase, non è sempre facile da attuare per una serie di ragioni :

le richieste del proprietario non sempre sono in linea con le offerte che giungono da possibili compratori.

Mettere d’accordo il titolare di un’azienda ed un possibile acquirente/investitore sul prezzo/valore non è affatto facile.

Non sempre infatti le parti concordano sul valore effettivo del business.

Ci sono due interessi contrapposti!

Chi vende, cerca ovviamente di ottenere il massimo, evidenziando gli aspetti positivi dell’investimento : la storia ed il brand dell’azienda, il parco clienti e l’avviamento stesso, il valore dei macchinari e dei beni, le risorse umane e le competenze acquisite negli anni, ecc..

L’acquirente, guarda le cosa da un’altra prospettiva, partendo dal mercato attuale e dal giro di affari che l’impresa sta ‘macinando’, nonché in merito al valore concreto delle sue attività : beni, strumenti, crediti vantati, immobili, la consistenza concreta del pacchetto clienti vantato, il mercato potenziale attuale e le prospettive future, ecc..

Per l’imprenditore cedente, il valore affettivo, il fatto di aver creato e sviluppato quel tipo di azienda, ecc., sono elementi che influiscono sulla determinazione di un valore (dal suo punto di vista) e che vanno quindi a ‘cozzare’ con la concretezza di un investitore per il quale conta solo quanto quel business di concreto ha e quanto esso può rendere/valere;

è necessario trovare un acquirente in grado di comprendere il valore e le potenzialità di quel business.

Non si tratta quindi solo di trovare dei compratori ipotetici ma degli investitori/imprenditori che davvero conoscano il settore, il tipo di attività e siano in grado di formulare delle proposte di acquisto (e talvolta di rilancio/riorganizzazione) di quel tipo di business.

Insomma, non solo cifre e numeri ma anche la capacità di saper gestire, innovare e rendere ancor più proficuo quel tipo di attività;

non è un momento opportuno per l’azienda ed il suo mercato.

Se il periodo in cui l’azienda viene posta in vendita non rappresenta una fase positiva per quel tipo di business e di settore, ecco che nasce un’ulteriore criticità.

In questo caso, il valore del business è sicuramente più limitato ed il potenziale venditore, potrebbe non essere soddisfatto da ciò che otterrebbe dalla vendita.

Per vendere un’impresa e ricavarci un buon guadagno, è quindi importante individuare il momento migliore per farlo.

In una fase di forti cambiamenti, quale appunto è quella che stiamo vivendo, diventa sempre più difficile gestire il ‘passaggio aziendale’.

Cambiano infatti i parametri per la determinazione del valore di un’impresa rispetto al passato e mutano anche le dinamiche che rendono o meno redditizia la gestione di un certo business.

Nei prossimi post, per rendere più concreti questi concetti, procederemo a presentare alcuni esempi di attività, provando a calcolare il loro valore e mettendo in evidenzia sia i punti di forza (che possono far salire il valore) che gli elementi di debolezza.

Articoli correlati:

  • Il mestiere dell’imprenditore : adattamento ai cambiamenti e creatività.Il mestiere dell’imprenditore : adattamento ai cambiamenti e creatività. Sono giunte nelle ultime 2 settimane alcune mail di lettori che ci chiedevano ulteriori approfondimenti su come avviare un call center, un business center ed anche richieste per il […]
  • Trovare soci e partner per aprire un’impresa.Trovare soci e partner per aprire un’impresa.   Buon lunedì,   la nostra società occidentale, come del resto, sempre più anche quelle di alcuni paesi dell'Estremo Oriente, sono caratterizzate dalla presenza di un […]
  • Benvenuti su affaripropri.comBenvenuti su affaripropri.com Benvenuti su affaripropri.com , il primo giornale on line dedicato a coloro che vogliono mettersi in proprio, aprire un'attività, sono alla ricerca di idee e […]
  • Business vegani.Business vegani. In tutto il mondo occidentale (e non solo), sta avanzando un sorta di tendenza/filosofia/dieta/atteggiamento/, ecc. (dategli il voi il termine che preferite) seguito/a da un numero […]
  • Cerco socio per attività.Cerco socio per attività. Buon lunedì, parliamo oggi dell'importanza di selezionare 'i compagni di viaggio' in un business. Una delle più diffuse cause di crisi presenti in tante avventure imprenditoriali, in […]
  • Voglio mettermi in proprio.Voglio mettermi in proprio. Nonostante le notizie non certo positive che provengono dal 'mondo reale' dell'economia, sono ancora tanti (fortunatamente) coloro che intendono avviare un'attività di impresa e/o […]

Altri articoli :