Il mediatore.

marzo 4, 2015 | Fare impresa

Provate a guardarvi intorno e rendetevi conto che cosa è cambiato per chi opera nel campo dell’erogazione di molti servizi, oltre che nel campo della pura mediazione.

Negli ultimi dieci anni almeno, con la diffusione del Web ad ogni livello e la nascita di moltissimi portali ed app dedicati a quasi ogni campo di attività, il precedente mercato dei servizi, contraddistinto per anni e decenni da una serie di regole e formule, è stato stravolto profondamente.

Hanno chiuso decine di migliaia di attività di mediazione (diretta ed indiretta) operanti in moltissimi campi, centinaia di professionisti, agenti, procacciatori di affari, ecc., hanno dovuto cambiare lavoro, migliaia di imprese hanno dovuto rivedere le loro strategie ed i loro business models.

Una rivoluzione che ha ‘fatto molti morti e feriti’, spazzando via anche tanti professionisti, giunti magari anche all’apice della loro carriera, portando alla chiusura moltissime strutture commerciali ed evidenziando un trend che (di fatto) è solo all’inizio e che nel giro di pochi anni, stravolgerà ancor di più il mercato ed i suoi player e cambiando il panorama che ancor oggi conosciamo.

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Che cosa resterà. Il futuro della distribuzione di beni e servizi.

Agenzie di vendita tradizionali, agenzie assicurative, agenzie viaggi, tour operator, promotori finanziari, ecc., per anni hanno costituito il fulcro di un mondo che oggi è in ‘rapida scomparsa’, sostituito da app, piattaforme Web, siti istituzionali di imprese, ecc. (pensate ad esempio ai siti per prenotare i viaggi o quelli delle stesse compagnie di assicurazioni).

L’arrivo poi sul mercato di Uber con le sue mille polemiche (i ricorsi, gli scontri legali, le minacce, gli scontri fisici fra autisti, ecc.) costituisce solo un esempio di come nel giro di pochi anni ogni settore e comparto potrebbe venire travolto con le conseguenze economiche, sociali, ecc. che ne derivano per gli appartenenti ad una determinata categorie/settore.

Comandano le app. Realizzare una app di successo.

Esiste una quantità di app quasi infinita per ogni campo e nicchia eppure, il successo delle nuove app che ogni mese vengono premiate dal mercato, ci ricordano che siamo ancora in piena crescita e le opportunità di creare un business di successo da una semplice app, ci sono davvero tutte.

Alcune app addirittura, non sono altro che una copia ‘rivisitata’ di un progetto di business esistente che magari non è riuscito ad ottenere il successo perché i suoi startupper si sono fermati soltanto o prevalentemente all’aspetto tecnico senza poi approfondire la capacità/possibilità reale della piattaforma di riuscire a soddisfare i bisogni concreti.

La fine della mediazione?

Affermare che la mediazione sia finita è sbagliato.

Prima di tutto perché queste piattaforme Web alla fine, non fanno altro che ‘fare attività di mediazione’, andandosi a sostituire ai vecchi canali commerciali e professionali tradizionali.

Per assurdo, in alcuni casi, la presenza del mediatore in epoca delle app è addirittura cresciuta.

Poi, esistono anche piattaforme Web che hanno ‘tagliato via’ la mediazione completamente.

E’ il caso ad esempio di alcuni siti di annunci immobiliari che gratuitamente consentono la pubblicazione di contenuti ed annunci, permettendo di fatto una visibilità elevata e facendo incontrare senza ‘oneri’ gli acquirenti ed i venditori.

La situazione è quindi ben più complessa!

Una guerra fra app?

In taluni campi e segmenti non è da escludere (di fatto già esiste) una competizione fra app per garantirsi un determinato mercato.

Stiamo infatti già assistendo ad acquisizioni di piattaforme ed app da parte di altre imprese più grandi per assumere il controllo di determinati mercati.

Per quanto concerne questo ambito, dedicheremo spazio più ampio a breve in altri post.

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