Idea per start up.

maggio 24, 2015 | Redazionale

Start up idea. Quanto contano le idee.

Buon lunedì,

relativamente al mondo delle startup, nascono ogni giorno molte centinaia di idee, anche innovative; una minor parte delle quali si trasformeranno poi in progetti imprenditoriali e di questi poi, soltanto una minima parte diventerà business a tutti gli effetti.

La forbice evidente che esiste fra il numero delle idee e/o i progetti abbozzati rispetto alle imprese realmente avviate che dopo due o tre anni sono ancora operative a tutti gli effetti(ed in grado quindi di essere autonome e redditizie), ci fa chiaramente capire che le criticità connesse a questo campo sono tante e che la maggior parte delle idee, dei successivi progetti ed anche delle imprese (relativamente a quei progetti diventati aziende vere e proprie) è destinato a perdersi lungo la strada.

Per giustificare questi dati negativi, non basta richiamarsi all’elevato tasso di mortalità aziendale esistente durante i primi anni di attività(in ogni campo del resto), oppure, ad altri fattori esterni che influiscono sul successo dell’iniziativa; la realtà del mondo delle startup, è un po diversa e forse più complessa.

Oggi, proveremo ad affrontare queste tematiche!

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Dall’idea al progetto sino al business. Avviare una startup.

Se è vero che delle moltissime idee soltanto in poche riusciranno successivamente a diventare dei progetti a tutti gli effetti e di questi ultimi, soltanto una minima parte si trasformerà più avanti in un business redditizio, significa anche che durante il ‘percorso’ ci sono molti aspetti critici che vanno individuati e corretti e che le possibilità/gli spazi di miglioramento sono tanti.

Nel corso di questi mesi in particolare, abbiamo ascoltato molti startupper ed anche alcuni finanziatori di questi progetti e ci siamo fatti un’idea abbastanza ampia dei punti critici presenti e delle possibili soluzioni per migliorare le performance di questi progetti, affinché possano avere maggiori possibilità di trasformarsi con certezza in business redditizi, andando così anche ripagare quegli investitori che hanno apportato capitale e risorse durante la fase iniziale.

Cominciamo ora dall’idea!

Creare una startup. Trasformare un’idea in un progetto.

Le idee per realizzare una startup sono tante, alcune, sono solo abbozzate, altre, partono da uno studio e dall’osservazione di bisogni e dinamiche di mercato.

Quindi, il primo punto è quello di capire se un’idea è trasformabile in un vero e proprio progetto!

Raccogliere informazioni, analizzare i dati, confrontarsi con i dubbi, approfondire sempre senza mai accontentarsi delle prime o delle seconde risposte, capire quali e quante risorse sono necessarie per sviluppare un progetto e sopratutto :

definire il mercato (in termini quantitativi e qualitativi), i tempi per giungere al pareggio, ecc..

Questi, sono solo alcuni dei passaggi che vanno per forza effettuati.

Al lato pratico però, quanti sono quei neo imprenditori che sviluppano un business plan secondo queste linee guida (ed altre ancora)?

Dai risultati che giungono dal mercato e dall’osservazione di alcuni specifici progetti, soltanto una parte minoritaria dei progetti viene realizzato secondo questa logica.

Prevale ancora l’ottimismo ostentato, l’autoconvinzione, l’approssimazione, ecc..

Il team di una start up.

Un altro fattore critico che abbiamo osservato e che tra l’altro ci è stato segnalato anche da alcuni finanziatori di startup che hanno analizzato molti progetti, è quello della debolezza dello staff, intesa come mancanza o limite nella presenza di competenze a realizzare, sviluppare e gestire un progetto imprenditoriale.

In concreto, i neo imprenditori non sempre sono preparati a fare il loro lavoro nel complesso e gestire conseguentemente in toto il loro progetto.

La gelosia, l’orgoglio, la paura di essere marginalizzati, ecc., porta purtroppo molti startupper a non farsi supportare da altre competenze professionali per rendere più stabile e maggiormente forte il progetto e limitare così i rischi di errori e fallimenti.

E’ proprio durante la fase di progettazione e startup che servono quelle figure professionali in grado di apportare quel valore aggiunto mancante.

Trovare soldi per un progetto. Partire proprio da zero?

Un’altra leggenda metropolitana che molti startupper amano è quella di credere che senza soldi e con le sole collaborazioni sia possibile creare e sviluppare un progetto, avviare un’attività, operare per anni in attesa della redditività.

Sognare è bello e certamente, qualche limitato caso (per altro molto famoso) di startup che ha ottenuto successo partendo da zero fa illudere migliaia di startupper che anche senza capitali si possa avviare un’impresa sicuramente.

Magari, con pochi o limitati capitali si può pensare poi di ricorrere ad aiuti esterni ma senza alcuna risorsa finanziaria, è davvero dura!

A breve, pubblicheremo una serie di nuovi post dedicati a questo argomento, grazie al supporto di alcuni startupper ed angel che abbiamo intervistato.

Buon lavoro.

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