Spesa on line.

maggio 31, 2015 | Redazionale

Il business della spesa a domicilio.

Buon lunedì,

qual è la strategia che accomuna alcuni fra i colossi più importanti della grande distribuzione italiana ed estera ed alcune grandi piattaforme di e-commerce?

Il business della spesa a domicilio, un comparto che riceverà nei prossimi anni una crescita notevole in termini di fatturato ed anche di segmenti coinvolti.

Stiamo quindi parlando di spesa a domicilio ma anche di cibi pronti consegnati a casa e di tutta una serie di acquisti che avverranno sempre di più tramite un telefono od il Web, un mercato costituito da centinaia di milioni di persone che si allargherà progressivamente nel corso degli anni e che vedrà la nascita di nuovi servizi ulteriori.

Un business ancora tutto da ‘inventare’ e che non si fermerà di certo all’acquisto della spesa quotidiana che sino ad oggi è attuata alla ‘cassa dei supermercati’ od al bancone dei piccoli negozi.

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Il business della spesa a domicilio.

Non stiamo parlando solo di ipotesi e strategie che in futuro potranno…..no!

Amazon, Esselunga, Coop, ecc., un numero notevole di realtà (che sono delle vere e proprie potenze nel loro campo), stanno guardando da tempo a questo enorme mercato che potrebbe essere l’unico ancora in grado di crescere rispetto agli altri, anche con percentuali a doppia cifra.

Per la grande distribuzione, la spesa a domicilio infatti, rappresenta un canale su cui concentrare le energie dopo che il fatturato legato agli acquisti in maniera tradizionale (quelli effettuati al supermercato dalle persone) è in calo ormai già da due anni.

I discount infatti, sono l’unica struttura commerciale che vede crescere ancora il proprio fatturato nel settore delle vendite tradizionali e quindi, è comprensibile perché i principali brand della grande distribuzione organizzata stiano guardandosi in giro per capire come aumentare le quote di mercato.

Vendere a domicilio.

Entrare nelle abitazioni delle persone, significa poter vendere di tutto in termini beni e servizi e non certo limitarsi ad offrire on line ciò che questi colossi commerciali già da tempo vendono all’interno delle loro strutture tradizionali.

Si tratta di una rivoluzione che non si limiterà a spostare molti consumatori dalla ‘spesa al carrello’ del supermercato o dal negozio ma costituirà la base per la nascita e lo sviluppo di nuove forme di pagamento, finanziamento (quindi nuovi strumenti tecnici) e di fatto, andrà a cambiare anche le abitudini dei consumatori in molti aspetti.

Sarà un processo rapido anche se graduale che cambierà molte formule commerciali sino a qui conosciute e consentirà ad alcune realtà di rafforzarsi mentre molte altre che non sapranno cogliere le opportunità derivanti da questi cambiamenti, verranno emarginate.

La crisi dei supermercati e delle strutture commerciali.

E’ in atto infatti da tempo un passaggio di fatturato (e di clienti) fra i supermercati tradizionali in direzione dei discount e contestualmente, il giro di affari degli acquisti on line è in continua crescita.

Questo fenomeno fotografa : molti cambiamenti nelle abitudini di spesa, una maggiore propensione a comprare on line, la sempre minor fidelizzazione da parte dei clienti, la voglia di risparmiare ancor più che in passato, ecc..

Per i grandi brand, di fronte ad una situazione di crisi che in questi anni ha compresso il reddito dei consumatori (e quindi la loro capacità di spesa complessiva), trovare formule nuove e canali innovativi diventa fondamentale.

Buon lavoro.

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