Ricominciare a 40 anni.

giugno 21, 2015 | Redazionale

Ricominciare da zero a 40 anni.

Buon lunedì,

abbiamo ricevuto nel corso di questi anni molte email di persone intorno ai quarantanni che hanno dovuto (o deciso) di ricominciare la loro esperienza professionale da zero, magari dopo anni di certezze all’interno di un determinato settore.

Si trattava di uomini e donne che dopo anni o decenni di esperienza all’interno di un determinato campo professionale si sono trovati di fronte a ostacoli e/o situazioni che li hanno portati a dover prendere decisioni anche drastiche per poter continuare in qualche modo la loro vita professionale e/o lavorativa.

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Ricominciare a 40 anni. Quando occorre prendere una decisione.

Non è certo facile dopo anni di attività in un settore in cui si conosce tutto o quasi, dover prendere atto che non c’è più spazio e per forza, entro breve (o subito) occorre cambiare lavoro, professione, settore e ricominciare da capo altrove.

Le numerose crisi aziendali che hanno portato alla chiusura di centinaia di migliaia di imprese in questi recenti anni ne sono la conferma in quanto hanno coinvolto milioni di persone con differenti storie personali e professionali.

Ricominciare da zero a quarantaquattro anni ad esempio, non è la stessa cosa che farlo a venticinque o ventinove!

Prima di tutto un quarantenne nel corso degli anni passati ha spesso ‘messo su famiglia’, ha preso impegni di vario genere (mutui da pagare, impegni familiari, ecc.), oltre a dover rimettere in discussione se stesso davanti al suo pubblico e dover temere (e questo, spesso rappresenta un fattore critico per molti) il giudizio di se stesso e degli altri, con la paura di essere giudicato per i risultati ed i fallimenti che talvolta sono dovuti anche per lo più a cause esterne.

In ogni caso, prima che la vita, il mercato ed altri fattori esterni decidano al posto nostro, è bene pianificare per tempo i cambiamenti necessari da effettuare nella propria vita privata e professionale in quanto sono entrambi collegati.

Infatti, i segnali di un necessario cambiamento nella maggiore parte dei casi, sono presenti già da tempo e prima che la situazione degeneri, è meglio predisporre una exit strategy.

Mettersi in proprio a 40 anni.

Avviare una nuova attività a 40 o più anni, è una sfida importante, in particolare, quando si giunge da situazioni di crisi e cambiamenti che ci obbligano a non dover sbagliare nulla!

Se a 25 anni determinati errori sono ancora ben gestibili, venti anni dopo, è più difficile riprendersi da contraccolpi per una serie di ragioni.

E’ naturale che la tensione e l’emozione siano più alte di un ventenne.

A favore del quarantenne gioca però un fattore molto importante : l’esperienza, un elemento che presenta un valore aggiunto notevole.

Cambiare lavoro a 40 anni.

Viviamo in un’economia ed in una società molto più complessa rispetto al passato(anche di 20 o 30 anni fa), dove la flessibilità richiesta alle persone è in continuo aumento, non solo in ambito lavorativo, a causa dei cambiamenti continui.

Pertanto, diventerà sempre naturale cambiare attività, professione, business di riferimento nel corso degli anni, obbligando se stessi a rimettersi in discussione.

Una componente strettamente collegata a queste scelte è rappresentata dal proprio privato : la famiglia, gli affetti, le amicizie, ma anche la salute personale, ecc. che sono molto connessi alle nostre scelte professionali, specie, durante i cambiamenti che vengono attuati.

In particolare, durante queste fasi di passaggio, si acuiscono determinate tensioni e problematiche( i rapporti con la famiglia, lo stato di salute personale, ecc.) e quindi, occorre saper pianificare e gestire questi fattori personali con flessibilità ed ottime doti per evitare che si possa giungere a possibili fratture o problemi seri.

Perché cambiare.

Ci sono momenti in cui la vita ci obbliga ad effettuare dei cambiamenti e quindi :

o siamo in grado di pianificare e gestire noi in prima persona queste trasformazioni, oppure (come purtroppo accade per la maggior parte delle persone che non prendono decisioni), saranno gli eventi, la vita, l’economia, ecc. a decidere per noi e quindi, di fatto subiremo questi passaggi con le conseguenze negative ovvie.

Molte volte i cambiamenti non sono soltanto necessari ma anche apportatori di vantaggi e miglioramenti; non scordiamocelo!

Buon lavoro.

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