Resistere.

agosto 2, 2015 | Formazione personale

Tenere duro o mollare? Quando è necessario essere flessibili per capire cosa fare.

Le persone di carattere non si lasciano demotivare facilmente dai problemi(specie, nella prima fase della loro azione), anzi, traggono dalle situazioni più difficili le ragioni per andare avanti, per migliorarsi, per fare meglio, per trovare nuove opportunità che spesso scaturiscono proprio dalle difficoltà e che quindi in pochi riescono a cogliere.

Fermarsi alle prime criticità od alle prime avvisaglie quindi, non ci permette di cogliere le opportunità che vengono(o potrebbero giungere) dopo.

E’ anche vero però che in ogni azione e strategia che si porta avanti è necessario adottare uno spirito intelligente e flessibile che ci consenta di capire se ne vale veramente la pena continuare a resistere, impiegare risorse e tenere duro in ragione di un obiettivo futuro.

Resistere resistere resistere.

Sullo slogan di tenere duro, di resistere, di non mollare mai, ecc., sono state create delle mitologie, molte storie e miti che sin dai tempi dell’infanzia ci vengono proposti come elementi di riferimento per la nostra vita e questo, costituisce sicuramente un aspetto positivo ma non bisogna però mai dimenticare che nella vita di tutti i giorni è necessario anche saper fare delle scelte, prendere decisioni, affrontare ogni evento con un atteggiamento adeguato e non limitarsi a tenere modalità standard in tutte le cose (in concreto, non è detto che sia sempre opportuno tenere duro!)

Insomma, a volta resistere, tenere duro, cercare di andare avanti con un progetto, con un’esperienza (di lavoro, di matrimonio, di amicizia, ecc.) può anche non avere senso in quanto non ci sono più gli spazi per raggiungere gli obiettivi sperati, oppure, non vale più la pena sprecare altro tempo, altre energie per recuperare delle situazioni che non sono più recuperabili o sanabili e quindi, è meglio abbandonare il campo e direzionarsi altrove.

Infatti, possono essere presenti errori di strategia che hanno compromesso tutto, oppure, non ci sono spazi per far riprendere quella determinata situazione.

Chiudere o tenere duro?

Anche nel business, questo concetto è più attuale che mai!

Quante sono le imprese sull’orlo del fallimento o comunque in situazioni molto difficili dove i titolari ed i soci combattono con il coltello fra i denti per tenere duro, per non chiudere, per sperare ancora in una ripresa, magari futura.

Ma ne vale proprio la pena tenere sempre duro, buttare ancora fatica, energie, soldi, tempo, ecc. in un’attività che non ha prospettive e futuro?

Ci sono moltissime attività che sono giunte ad un punto tale che il gioco non vale più la candela, in cui forse è meglio rapidamente pensare ad una exit strategy per evitare di sprofondare definitivamente, riuscendo così ad uscirne ancora in piedi.

Evitare posizioni preconcette.

Ogni contesto, ogni situazione è diversa dalle altre ed occorre mettere da parte :orgoglio, paura di essere giudicati, ecc. e concentrarsi piuttosto su come e dove puntare.

A volte è proprio la paura di dare spiegazione a qualcuno o dover ammettere degli errori che blocca l’azione del cambiamento.

Quando ciò che stiamo facendo (nella vita professionale, privata, ecc.) non solo non presenta prospettive di crescita ma lo stesso presente (figuriamoci poi il futuro) è a rischio, vuol dire che che bisogna avere la forza, ed il carattere di uscire dal gioco per mettersi al riparo da conseguenze disastrose.

Il coraggio di lasciare.

A volte, ci vuole più coraggio a mollare, a lasciare che a continuare ad ogni costo a tenere piedi situazioni personali, relazioni, imprese, ecc. che di fatto non esistono più da tempo ma rimangono presenti solo formalmente(in particolare nella nostra testa).

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