Creare una rivista on line.

settembre 5, 2015 | Finestra sulla Rete

Creare un magazine on line.

Il business on line, interessa ormai ogni campo e segmento di attività, anche quelli che (a torto o a ragione) erano considerati i più tradizionali.

Sviluppare un business editoriale sul Web, è quindi la strada portata avanti da molti imprenditori di diversa provenienza :

dai tantissimi micro imprenditori che per la prima volta si sono affacciati in questo mercato ma anche da parte dei grandi gruppi gruppi editoriali già operanti nel settore da decenni e che da qualche anno stanno spostando on line il fulcro dei loro affari, a seguito sopratutto del crollo delle vendite dei giornali cartacei a favore delle pagine Web.

In questo caso quindi, una scelta obbligata!

Ci siamo già occupati in passato di questo tipo di business ed ora ritorniamo ‘sul luogo del delitto’ per capire che cosa è cambiato nel frattempo.

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Pubblicità on line. Il nodo delle entrate certe.

L’inevitabile passaggio dal cartaceo al Web per molti giornali ed anche per progetti completamente nuovi di questo tipo, ha obbligato gli editori a rivedere il loro modello di business.

La raccolta della pubblicità on line, diventa quindi lo strumento di maggior monetizzazione per questo tipo di attività.

Il problema però è proprio questo :

riuscire a trovare abbastanza introiti pubblicitari da tenere in piedi il business, garantendo conseguentemente il pagamento dei costi, le risorse per gli investimenti e la redditività aziendale in maniera progressiva nel tempo.

Nel concreto però, buona parte delle iniziative editoriali on line non navigano in buone acque in quanto la redditività di questa forma di introito (la raccolta pubblicitaria on line), sembra non essere sufficiente a permettere (per lo meno alla stragrande maggioranza dei magazine on line) una solida base finanziaria presente e futura.

La pubblicità infatti non basta e questa, è la constatazione a cui si è giunti analizzando un buon numero di iniziative Web, alcune delle quali di ottima qualità.

Aprire un giornale Web. La sostenibilità di un progetto simile.

Vediamo di capire che cosa sta accadendo proprio a partire dalla raccolta della pubblicità.

Per un piccolo o medio editore, diventa difficile potersi occuparsi della raccolta diretta della pubblicità e così, si tende a delegare il compito ad agenzie specializzate, oppure a demandare a grandi realtà come Adsense che attraverso il modello del pay per click ha costruito una formula altamente lucrativa.

Ovviamente, anche per le iniziative che riescono ad ottenere un buon numero di visitatori, il flusso di entrata non è sufficiente, figuriamoci poi per tutti quei siti che hanno un numero di contatti non elevato o rientrano nell’ambito dei giornali generalisti(più difficilmente gestibili da parte degli inserzionisti/agenzie di raccolta pubblicitaria).

Aprire un giornale on line. Trovare pubblicità.

Le cause di queste criticità sono varie, tra le quali:

sono aumentate in maniera esponenziale le iniziative editoriali a caccia di soldi che si devono ripartire il ‘bottino’ complessivo;

il modello pay per click (quello di Ad Sense per capire) che nei primi tempi garantiva ottimi o buoni risultati, ha visto nel corso degli anni perdere forza a seguito appunto del calo dei click che i visitatori effettuano quando si recano su un sito;

molte società ed agenzie che erano nate per raccogliere pubblicità (e quindi anche per offrire un sostegno agli editori Web) hanno chiuso oppure, hanno dovuto ridimensionare la loro attività ed anche conseguentemente i compensi erogati agli editori (rispetto a qualche anno fa).

Il mercato della raccolta della pubblicità pubblicitaria on line non è certo facile e nel tempo purtroppo le cose non sono migliorate.

Aprire un giornale on line. La concorrenza ed il mercato dei contenuti.

Di fronte a queste criticità, molti editori hanno deciso di abbandonare definitivamente l’esternalizzazione della raccolta pubblicitaria, andandosi così ad occupare direttamente della vendita degli spazi pubblicitari.

Un compito non semplice ma spesso obbligato se si vuole trovare entrate ‘di qualità’ che possano sostenere i costi e le necessità di una qualunque attività (anche on line).

Per il futuro a breve non sono previsti cambiamenti e senza dubbio, la formula attuale che prevede la totale dipendenza di una iniziativa editoriale da parte della pubblicità tradizionale (vendita di spazi sulle pagine Web) non può garantire certezze ad un editore nel corso del tempo.

Senza dubbio, bisogna cominciare ad andare oltre!

Al momento però è difficile dare indicazioni perché non c’è nulla di concreto e di veramente alternativo!

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