Aprire una rosticceria.

novembre 14, 2015 | Fare impresa

Come aprire una rosticceria.

Oggi, torniamo ad affrontare il tema dell’avvio di quelle numerose piccole attività tradizionali che continuano ad incontrare spazi interessanti in un mercato che cambia alla velocità della luce e che da una parte offre nuove opportunità mentre contemporaneamente, spazza via numerose imprese che per anni avevano rappresentato una certezza.

Dopo esserci soffermati sulle attività in crisi che stentano ad incontrare i bisogni di oggi delle persone, in questo post, ricominciamo a focalizzare l’attenzione su quelle aziende, specie piccole od a gestione familiare che riescono ad offrire opportunità di impiego e guadagno.

Un cambiamento nei bisogni delle persone, nel modo di consumare e scegliere che da una parte ridimensiona lo spazio di tante attività(magari operative da molto tempo), dall’altra, offre una serie di nuove opportunità ad alcune imprese tradizionali che proprio nel contesto attuale riescono a mantenere un elevato appeal.

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Aprire una rosticceria. I bisogni di oggi.

Per comprendere i reali spazi presenti per un business(di qualunque impresa), serve iniziare a guardare le necessità di oggi, cioè, quelli di una società sempre più costituita da :

persone single di ogni tipo, padri separati, scapoli, anziani che vivono da soli, persone che arrivano a casa tardi la sera, milioni di lavoratori che mangiano fuori di casa, ecc., costituiscono l’enorme bacino di utenza che hanno le rosticcerie oggi.

Si tratta di persone che prevalentemente non hanno tempo, voglia, capacità, ecc. di prepararsi il pranzo o la cena e quindi, si rivolgono a rosticcerie ed attività che preparano cibi.

E’ sufficiente fare un giro in molti quartieri cittadini per rendersi conto di quante rosticcerie abbiano aperto recentemente, spesso, situate a poca distanza fra loro, andando in molti casi a sostituire molte altre attività commerciali presenti da decenni (negozi di abbigliamento, commestibili, ecc.).

Diventa pertanto importante anche capire la fascia dei potenziali acquirenti che sono presenti in una determinata zona della città.

Avviare una rosticceria. Partire da zero o acquisirne una.

Come in tutte le attività, questa considerazione va affrontata partendo dall’analisi dei vantaggi e svantaggi presenti.

Fra i vantaggi offerti dall’acquisto di un’attività già avviata troviamo:

non dover occuparsi della fase di start up, compreso le problematiche legate alle autorizzazioni che in questi anni sono diventate sempre più pressanti in materie di igiene e preparazione cibi;

contare su un giro di clienti affezionato alla vecchia gestione;

evitare alcuni costi promozionali;

guadagnare sin da subito, concentrandosi solo sul lavoro di produzione e vendita dei cibi;

ecc..

Fra gli aspetti negativi invece :

non riuscire a contare sui clienti della vecchia gestione e quindi, finire con il pagare l’avviamento senza poter prendersi il pacchetto clienti.

In questo caso, perché i vecchi clienti se ne sono andati altrove;

comprare un’attività che nel tempo ha perso smalto a favore di altri concorrenti e così, acquistare un’attività commerciale in discesa, pagandola di più del dovuto.

In sostanza, ereditare gli scontenti e non riuscire ad agganciare clienti nuovi!

Sedersi troppo sugli allori e non investire nell’acquisizione di nuovi clienti e segmenti di pubblico perché convinti (talvolta a torto) di essere ben posizionati;

ecc..

Dove aprire una rosticceria.

La scelta della localizzazione dell’attività è fondamentale per il successo di questo tipo di business.

E’ necessario infatti intercettare proprio quelle fasce di pubblico che maggiormente necessitano di questi servizi (i single, le persone che hanno poco tempo per cucinare, quelle famiglie e single con un buon reddito, ecc.).

Inoltre, sempre più rosticcerie producono non solo per il punto vendita, bensì, per clienti indiretti e/o finali posizionati altrove.

Aprire una rosticceria. Il fattore qualità.

Ricordiamoci inoltre del fattore qualità come fattore primario per il successo del business.

La concorrenza è elevata e produrre cibi di qualità è basilare se si vuol andare avanti.

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