Attività commerciali innovative.

gennaio 30, 2016 | Fare impresa

Il boom di prodotti e servizi low cost. Quando aprire questo tipo di imprese?

A cavallo tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta, nacquero un po ovunque in Italia i negozi dello ‘sconto’ i ‘vari mercati del risparmio’ o ‘mercatoni’ (a seconda dei numerosi e fantasiosi nomi attribuiti a molti negozi dai loro creativi titolari in quegli anni), dove abbigliamento, articoli da regalo e merce di ogni tipo era venduta con sconti e promozioni continue.

Furgoni con megafoni che giravano per le città ed i paesi a promuovere le campagne promozionali e manifesti con la parola sconto e promozione diventavano sempre più diffusi.

Una strategia commerciale ‘chiassosa’ ed innovativa che attirava già all’epoca moltissimi clienti ed apriva la strada al ‘modello low cost’ che negli anni e decenni successivi a venire avrebbe ‘dettato legge’ sul mercato nazionale e globale.

Si trattava di un primo esempio di attività impostate sul modello low cost, ancor prima dell’arrivo dei ‘cinesi’, della grande distribuzione organizzata e dei mega centri commerciali (nonché dei discount e delle vendite on line) che nel giro di qualche anno avrebbero stravolto il modello ‘commerciale’ e distributivo sino ad allora presente.

Aprire un’attività low cost. Il mercato.

La formula low cost rappresenta oggi un modello che copre buona parte del mercato delle vendite di prodotti e servizi.

Se ancora all’inizio degli anni ottanta questa formula era per lo più applicata al settore delle calzature, abbigliamento, casalinghi, ecc., oggi invece, copre integralmente ogni settore e segmento di attività presente:

ristorazione (pranzi e cene a 10 – 12 euro); abbigliamento (i cinesi sono fra i primi); assicurazioni (specie con le vendite on line e telefoniche); cure dentali (con la nascita di moltissime cliniche dentali presenti ormai in ogni città anche piccola); alimentari (dai discount, alle offerte scontate dei supermercati, ecc.); servizi idraulici; taglio e cura dei capelli; trasporto pubblico (pensate ad Uber); discoteche e locali da ballo (con entrata gratuita o solo con l’obbligo di consumazione), ecc..

In concreto, il mercato dei servizi e dei prodotti low cost ha visto crescere in maniera esponenziale i consumatori ed anche i campi di attività coinvolti, anno dopo anno, con la conseguenza, di andare a occupare spazi e quote di mercato che erano di altre formule commerciali tradizionali.

Business low cost.

L’avvento del Web poi ha dato una spinta ulteriore a tutto ciò, consentendo forme di promozione e marketing aggressive e rapide e raggiungendo quote di popolazione varia e numerosa.

Il pubblico di ogni età, reddito e condizione socio culturale, si è abituato a cercare lo sconto, la promozione, l’offerta last minute in ogni ambito e questo, ha portato molti imprenditori a dover modificare le proprie strategie e formule commerciali per evitare di chiudere ‘bottega’ in qualunque ambito, anche all’interno di professioni ed attività apparentemente ‘più tutelate’.

Aprire un negozio di prodotti low cost. Conviene?

Quindi, è naturale che molti neo imprenditori ma anche operatori con esperienza decennale alle spalle, abbiano sempre di più preso in considerazione la formula low cost per gestire il loro business.

Una prima domanda è giusto però porsela :

conviene sempre la formula low cost dal punto di vista della gestione di un business?

Ed inoltre :

davvero il modello low cost è l’unico che rischia di rimanere in piedi per una platea di circa il 90% degli utenti?

Proviamo a dare qualche risposta.

Vendere low cost. Quando conviene e quando non conviene.

Accettare la sfida low cost richiede oggi energie, strategie adeguate e collaudate, nonché (sopratutto) risorse finanziarie tali da poter reggere economie di scala e campagne di marketing molto forti e costose nel corso del tempo.

Il pubblico con il passare degli anni si è fatto sempre più esigente ed è in grado di confrontare il ‘peso e la qualità’ di tanti prodotti e servizi sul mercato(anche e sopratutto low cost).

Abbassare eccessivamente la qualità per riuscire a ridurre i prezzi, non si è dimostrato nel medio termine per molte catene commerciali un buon affare.

Il livello qualitativo, non deve mai scendere sotto una certa soglia, indipendentemente dalla percentuale di sconto!

Si prosegue nella prossima puntata per approfondire maggiormente questo tipo di formula, affrontando anche alcuni esempi concreti per renderci conto quali sono i limiti di questo modello di business e gli spazi reali attualmente presenti.

Continua.

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