Aprire un’attività all’estero.

agosto 13, 2016 | Fare business all'estero

Trasferirsi all’estero. Avviare un business all’estero.

L’Italia(ma non solo) appare ai nostri occhi come un grande lago dove da una parte giungono una seria sempre più numerosa di affluenti carichi di nuova acqua a riempire il bacino e dall’altra, assistiamo ad una presenza marcata e crescente di canali, rivoli di acqua (sempre più numerosi e capienti), torrenti di varia entità che svuotano contemporaneamente il grande lago.

Gli affluenti che giungono a portare acqua sono rappresentati di fatto da tutte quelle centinaia di migliaia di immigrati in entrata in Italia ed i torrenti e rivoli numerosi che svuotano contemporaneamente il lago, sono invece costituiti da quelle centinaia di migliaia di italiani in fuga (più o meno organizzati) che cercano nuove destinazioni per andare a continuare la loro esistenza ed in molti casi, ad avviare nuove attività in svariati paesi del mondo, sperando di cambiare in meglio la loro esistenza.

aprire un'attività all'estero

Molto si scrive sulle cause e sulle soluzioni (anche con forti dibattiti e prese di posizione accese per entrambi i casi : le uscite e le entrate di persone dall’Italia).

Oggi, noi vogliamo approfondire il tema della fuga all’estero e della volontà di crearsi nuovi spazi di business (e di opportunità di vita in generale)da parte di moltissimi italiani di differente età, esperienza, ceto sociale, livello culturale, ecc..

Ciò che li accomuna, è la voglia di uscire da uno schema Italia con i suoi limiti e difetti che non li soddisfa più ormai da tempo.

Questo flusso in uscita di fatto, rappresenta solo la punta di in iceberg rispetto ai molti milioni di italiani che vorrebbero ma non possono (o non hanno la forza/coraggio di farlo).

Aprire attività all’estero. Da dove iniziare.

Come abbiamo appena sopra ricordato, siamo di fronte ad una moltitudine variegata ed assai numerosa di soggetti che se ne vogliono andare per sempre.

E’ davvero difficile riuscire a segmentare queste centinaia di migliaia di persone (se non milioni), inserendoli in gruppi omogenei.

Proveremo comunque a definire delle linee guida che potrebbero essere seguite dalla maggior parte delle persone intenzionate a mollare tutto per andare a costruire qualcosa di nuovo altrove.

Ricordiamo che abbiamo già affrontato in passato questo tema con una serie di post dedicati.

Perché vogliamo andare via?

Che cosa davvero cerchiamo, qual è la molla che spinge un soggetto a lasciare certezze, punti di riferimento che hanno rappresentato dei punti di appoggio per una vita, ecc. per andare da un’altra parte (magari migliaia di chilometri più lontano) per ricominciare tutto da capo.

Tutti noi siamo ormai abituati ad ascoltare persone che se ne vogliono andare per ricominciare altrove ma poi, ci si rende subito conto che siamo di fronte ad uno sfogo, ad un momento di rabbia e demotivazione e nulla in più.

Quelli davvero pronti a fare il grande passo rappresentano solo una minoranza.

Insomma, le motivazioni per andarsene via devono essere chiare sopratutto a noi stessi!

Che cosa cerco?

Se è fondamentale rispondere alla prima domanda, il secondo quesito, è strettamente connesso al primo.

Avere un’idea di che cosa si sta cercando, quale tipo di vita si desidera, che modello di esistenza si preferisce (rispetto al presente) è basilare per pensare di cambiare la propria esistenza attraverso un trasferimento all’estero.

Attenti però a non nascondersi, raccontando bugie a se stessi e limitandosi a trovare giustificazione e motivazioni non reali.

Meglio essere chiari con se stessi se non si vuol commettere errori!

Mollare tutto. Cercare nuove mete. Dove vado?

Dopo aver definito le motivazioni che stanno alla base della scelta di cambiamento (perché me ne voglio andare e cosa davvero cerco), il successivo quesito è quello collegato alla direzione, cioè : dove vado?

Se almeno in teoria il numero delle mete potenziali è elevato, in realtà, individuare una meta adatta alle nostre possibilità/obiettivi restringe il campo di ricerca.

Alcune mete infatti (e questo aspetto lo approfondiremo nella seconda parte) non sono per tutti.

Le discriminanti sono connesse a :

costo della vita, capacità/difficoltà ad inserirsi, obiettivi compatibili con le opportunità offerte da quella destinazione, situazione persone (e familiare) che obbligano le persone a scegliere una meta più adatta rispetto ad un’altra, ecc..

Aprire un’attività all’estero. Che cosa vado a fare.

Nel prossimo post, continueremo l’analisi di questo argomento andando a verificare una serie di località che nel tempo sono state prese di mira da molti italiani per cambiare vita e sopratutto, verificheremo come nel giro di pochissimi anni le condizioni all’interno di quei paesi e località siano anche cambiati, spesso radicalmente.

Continua.

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