Aprire un temporary shop.

dicembre 24, 2016 | Fare impresa

Come aprire un temporary shop.

Vi sarà sicuramente già capitato di vedere in giro quei negozi che aprono solo per un brevissimo lasso di tempo, spesso, soltanto per poche settimane e poi, ‘sbaraccano tutto’ senza lasciare traccia.

No, non stiamo parlando di truffe o di situazioni similari, in cui pseudo imprenditori fuggono con il bottino accumulato senza pagare i fornitori, facciamo piuttosto riferimento ai cosiddetti temporay shop o negozi a tempo che anche in Italia da qualche anno stanno prendendo piede, in particolar modo, in due ambiti.

Negozi a tempo. Quando vengono utilizzati.

La formula del temporary shop viene abitualmente impiegata in particolare:

per andare a coprire una necessità temporanea quale appunto : le vendite per il periodo di Natale o per situazioni di forte richiesta temporanea di beni;

per gestire particolari eventi, il lancio di prodotti, ecc..

In ogni caso, si tratta di negozi che rimarranno aperti solo per un breve o brevissimo periodo.

Aprire un negozio temporaneo. Le normative.

I vincoli e le normative in questo campo sono fortunatamente abbastanza gestibili.

L’importante, è rimanere al di sotto dei 250 metri di superficie ed evitare la commercializzazione di alimentari e prodotti simili.

Poi, è sufficiente effettuare una comunicazione al comune di residenza.

Aprire un temporary shop. I costi.

Sui costi dell’attività da prendere da aprire, influisce molto il canone di locazione che varia ampiamente a seconda della zona che si prende in considerazione.

Trattandosi ovviamente di imprese che sfruttano un periodo brevissimo, la location deve essere posizionata in un punto di forte passaggio e quindi, ben visibile a pubblico che si trova a transitare da lì.

Di conseguenza, i costi di locazione, non saranno proprio bassi, anche se le richiesta media degli affitti dei fondi commerciali è nettamente scesa negli ultimi anni, a causa sopratutto della crisi del commercio, della riduzione della domanda di fondi commerciali da parte di imprese e negozi e naturalmente, della concorrenza dei centri commerciali.

Calcolate anche fra i costi : l’arredamento(spesso minimale), l’attivazione delle utenze, l’insegna (talvolta riutilizzabile per più iniziative), gli oneri per il personale, ecc..

Vale la pena aprire un temporary shop?

Abbiamo posto la domanda ad alcuni imprenditori commerciali che in questi anni hanno adottato questa formula, specie, nei periodi di maggior richiesta per vendere.

Le risposte sono discordanti.

I più soddisfatti da questa formula sono quegli imprenditori che disponendo di grossi stock di merce hanno l’obiettivo di vendere e rientrare al più presto dall’investimento e quindi :

abbigliamento, scarpe, profumeria, ecc..

La formula con sui si presentano è quella della stock house, dello store outlet o similare.

Quindi, per capire la fattibilità del business, è importante avere un quadro generale che comprende le necessità dell’imprenditore, i suoi obiettivi immediati e strategici.

In concreto, il temporary shop, non è un negozio che si adatta a tutte le esigenze ed a tutti gli imprenditori.

Rappresenta piuttosto una formula che calza bene per chi ha determinate necessità e situazioni da gestire.

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