Ritorno alla terra.

luglio 24, 2017 | Redazionale

I nuovi contadini. Una nuova generazione di agricoltori che decide di lasciare attività professionali per dedicarsi alla terra.

Buon lunedì,

pare che la terra torni ad essere di nuovo attrattiva come scelta di vita e come professione per decine di migliaia di persone, sia giovani che meno giovani, le quali, sino a poco tempo prima erano impegnate in ben altre attività.

Un fenomeno che in Italia sta interessando tutta la penisola e costituisce senza dubbio un motivo di riflessione, anche perché coinvolge un segmento di popolazione che sino a poco tempo prima aveva imboccato ben altre strade professionali o comunque, aveva iniziato percorsi di studi completamente diversi da quelli che interessano la terra ed i suoi prodotti.

Non è la prima volta che affaripropri si occupa di agricoltura, analizzando qualche segmento specifico di questo comparto.

Questa volta però, vogliamo comprendere il perché di una scelta così ben precisa fatta da soggetti talvolta estranei al mondo agricolo.

In concreto, conviene andare a fare l’agricoltore?

E poi, perché in questa fase storica il numero di queste persone è davvero così ampio?

Tornare alla terra. Perché?

Cerchiamo di capire ora perché così tante persone hanno deciso di effettuare un cambio radicale della loro vita, non solo professionale lanciandosi in un’avventura, seppur entusiasmante, certamente molto impegnativa.

Abbiamo raccolto in questi mesi molte testimonianze di persone che hanno effettuato questa scelta.

Non è sempre facile leggere le vere motivazioni che stanno dietro ad una serie di risposte degli stessi interessati.

Proveremo comunque a farlo, dando una nostra interpretazione.

Fare il contadino. Le ragioni di queste scelte.

Partiamo dalle risposte che i ‘neo agricoltori’ hanno dato alle domande a loro poste :

‘cercavo una vita a contatto con la natura’;

‘ero stufo di lavorare in giacca e cravatta’;

‘volevo un lavoro a contatto con la natura’;

‘troppo stress, conducevo una vita prima di soddisfazioni vere;

‘cercavo una vita più sana’;

ecc..

Diventare agricoltore. Sono queste le risposte vere?

All’interno di queste e di altre risposte simili che mettono in evidenza la voglia di cambiare vita per cercare un’esistenza meno stressata e più a contatto con la natura, ci sono in effetti molte verità anche se ne manca una quota importante di verità.

Proviamo a ripercorrere all’indietro ciò che è accaduto in questi ultimi 15 anni.

Il mondo del lavoro italiano, in particolare il terziario :i servizi ,le professioni,il commercio, ecc., dopo decenni di continuo assorbimento di nuovi addetti, anche e sopratutto di giovani appena usciti dalle scuole e dalle università, per la prima volta, non è più in grado di offrire prospettive economiche adeguate a tutti.

Centinaia di migliaia di giovani e meno giovani (anche i nuovi over 40) non trovano più spazio in un mercato ed in una economia che cresce pochissimo in Italia e presenta un’offerta addirittura eccessiva in molti campi con esuberi ed eccesso di offerta rispetto alla domanda che non cresce :

avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, geometri, architetti, consulenti aziendali, ecc. ma anche infermieri, amministratori di condominio, agenti immobiliari, ecc., giusto per citare qualche esempio, stanno contendendosi un mercato sempre più stretto e dove gli offerenti giocano al ribasso per attribuirsi commesse e lavori.

E’ normale che molte decine di migliaia di persone non possano più trovare adeguati spazi e soddisfazioni in molte professioni, proprio perché la differenza fra domanda ed offerta è tremendamente sbilanciata in questi anni.

Ritorno alla terra. Non solo ricerca della natura….

La conseguenza di questa crisi nel mercato del lavoro, è anche il ritorno alla terra che coinvolge moltissime persone, le quali, non trovando più spazi adeguati, riposizionano la loro vita professionale e non, in un comparto che anche in tempi incerti, accoglie nuove persone.

Buon lavoro.

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