Cambiare o morire.

settembre 30, 2017 | Formazione personale

O cambi o muori.

Torniamo a parlare di una delle prime esigenze che qualsiasi essere vivente ha : la sopravvivenza nell’ambiente in cui vive!

Che si parli di piante, animali o di umani, la regola è sempre la stessa : o ti adatti ai cambiamenti del tuo ambiente, oppure muori!

Non ci sono alternative, specie, in determinate situazioni in cui la vita di pone in alcuni dei suoi aspetti (il lavoro, le relazioni, l’alimentazione, ecc.), in maniera drastica e permette di agire in un tempo massimo limitato.

Talvolta è un’agonia lunga che porta le persone ad essere emarginate, all’infelicità progressiva, ecc..

In altri contesti, gli individui si trovano di fronte ad uno strapiombo senza via di scampo se non agiscono rapidamente.

Prendendo spunto da alcune vicende drammatiche che hanno visto soccombere per malattia o suicidio molti imprenditori, professionisti, lavoratori di vari settori colpiti dalla crisi e dai cambaimenti, è doveroso dedicare uno spazio a questa esigenza primaria.

E’ opportuno cambiare quando si è ancora in tempo prima che ci si trovi di fronte ad un precipizio e diventi così difficile/impossibile tornare indietro.

Adattamento. Una regola di sopravvivenza.

In maniera del tutto teorica, possiamo dire che il cambiamento è vita e che la vita è fatta di cambiamenti.

Qualcuno potrebbe obiettare che sono discorsi scontati, quasi ovvi, eppure, non sempre, anzi, solo poche volte noi prendiamo atto che occorre cambiare e talvolta, anche radicalmente alcuni nostri comportamenti, il nostro stile di vita, il nostro lavoro, il nostro business, le nostre relazioni, ecc., prima che sia troppo tardi.

Per confermare quanto diciamo, è sufficiente guardarsi intorno e notare quante persone tendono a trascinare la loro esistenza, rinviando al futuro le azioni necessarie per cambiare, per migliorare, per evitare il patatrac in arrivo, per tornare a riprendersi la vita.

Non sempre infatti si dispone di ampio tempo per mettere in atto tutti quelle trasformazioni e mutamenti che fanno crescere, cambiare e migliorare la situazione.

Per questo, diventa importante abituarsi al cambiamento, ad agire in modo automatico, riposizionandosi rapidamente con flessibilità.

Devo cambiare. I vantaggi.

Le resistenze al cambiamento sono tante ed aumentano mano a mano che la persona interessata da questa necessità va avanti con gli anni.

Le crisi che interessano l’esistenza di una persona vanno gestite anche e sopratutto con cambiamenti continui, in qualunque contesto si presentino.

Se la tua attività professionale è in crisi irreversibile e lo spazio per piccoli accomodamenti non c’è perché il settore in cui operi è destinato a ridimensionarsi, devi prenderne atto e non lasciarti trascinare inesorabilmente verso la fine!

E’ un errore che viene commesso da molti imprenditori e professionisti che nonostante l’evidenza, continuano a voler puntare su ‘vecchio modello’ e così, anno dopo anno le cose vanno sempre peggio, il fatturato diminuisce, l’indebitamento sale e con esso, si entra in una spirale sempre di più negativa che coinvolge non solo la sfera professionale, bensì anche la vita privata, le relazioni, la famiglia in particolare e la salute della persona.

Bisogna avere il coraggio e la forza di prendere atto della situazione in cui ci si trova e non rinviare, illudersi che qualcosa di miracoloso possa accadere senza far nulla nel frattempo.

Si deve prendere atto che i cambiamento partono prima di tutto dalle nostre azioni che sono le principali artefici della soluzione concreta.

Cambiare o morire. Fermarsi prima che sia troppo tardi.

Più tempo si perde a rimandare, minori saranno le possibilità di uscirne fuori con danni limitati!

Non occorre agire con emotività ma con la fredda razionalità richiesta da situazioni di questo genere.

Dobbiamo sempre avere la consapevolezza che si può uscire fuori da situazioni di impasse anche molto critiche ma serve tempestività e razionalità nelle azioni da mettere in campo.

Stare fermi, perdendo tempo e sprecando risorse, è la cosa peggiore che si possa fare.

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