Lavorare da casa.

settembre 17, 2017 | Lavorare a domicilio

Lavorare a distanza. Seconda parte.

Nel corso della prima parte, abbiamo introdotto l’argomento del lavoro a distanza (o dal proprio domicilio) che con l’avvento della Rete, sembra diventato una realtà concreta, molto più che in passato.

In realtà, di lavoro a distanza e telelavoro se ne parla ormai da decenni in vari contesti, anche se le unità di addetti impiegati in questo ambito, non sono poi cresciute in numro ampio così come ci si aspettava in base ai calcoli fatti ed alle aspettative.

Lavorare dal domicilio. Cosa frena lo sviluppo di questa formula.

Se andiamo infatti ad osservare alcune numerose tipologie di lavoro e professionalità ben presenti sul mercato interno, ci rendiamo conto che molte di esse, si adattano perfettamente a forme di collaborazione più o meno continuativa dal domicilio dello stesso lavoratore che così può, almeno in teoria, collaborare con una o più imprese offrendo supporto a distanza.

Giusto per essere concreti, proviamo a fare qualche esempio :

programmatori, sistemisti informatici, addetti seo-esperti Web in generale, addetti al telemarketing (sia nella gestione chiamate in entrata che in uscita), venditori diretti, ‘segretarie esterne’, formatori, consulenti di vario genere, addetti alla gestione di pratiche di ufficio, ecc..

Se però ci si sofferma su quanti soggetti appartenenti a queste categorie veramente operano dal proprio domicilio, allora, possiamo renderci conto che solo una minoranza di lavoratori (rispetto al totale della stessa categoria) effettivamente agisce da casa, rinunciando a recarsi nell’ufficio dell’impresa committente ogni giorno della settimana lavorativa.

Perché allora, il lavoro a distanza non ha attecchito (almeno da noi) quanto avrebbe (in teoria) dovuto?

Lavoro da casa. Quando le imprese frenano.

Andando a spulciare gli annunci di ricerca personale, si scopre che molte imprese tecnologiche situate in grandi città (specie nel centro-nord Italia) quando cercano una figura professionale come :

programmatore, sistemista, esperto seo ma anche operatore telefonico per la parte marketing, preferiscono (meglio dire esigono) un soggetto che nell’ambito delle ore di ufficio sia disponibile all’interno della sede stessa.

Quindi, il collaboratore pur operando connesso ad un computer, in Rete deve sempre fare le ore di ufficio all’interno della sede, come un impiegato di 40 anni fa.

L’impresa infatti, nella stragrande maggioranza dei casi teme distrazioni durante il lavoro da casa, vuole un controllo completo del collaboratore.

Lavoro a distanza. Quali allora sono gli spazi presenti per operare da domicilio?

Non tutte le imprese ed i progetti di lavoro (su cui si opera) sono uguali.

Molte imprese sono disponibili a valutare forme di collaborazione, anche continuativa con lavoratori e/o professionisti che operano a distanza.

Le motivazioni che spingono le imprese ad optare per questa scelta sono :

l’utilizzo di contratti flessibili e meno vincolanti(con un vantaggio di in termini di risparmio per l’impresa committente in termini di costi e di vincoli);

la difficoltà spesso a trovare figure professionali disposte a spostarsi nel luogo in cui si svolge l’attività aziendale;

lo sviluppo di progetti (o il dover seguire lavori) che hanno una durata limitata nel tempo e quindi, non consentono con certezza il reimpiego del lavoratore su altre commesse alla fine del progetto per cui è stato assunto;

la particolare competenza del collaboratore che si preferisce ‘non perdere’, offrendogli una forma più flessibile di lavoro dal domicilio pur di averlo nel proprio staff;

ecc..

Vediamo ora dal punto di vista del lavoratore/collaboratore come riuscire ad intercettare proposte che gli consentono di operare da casa.

Lavorare da casa. Trovare chi ti offre lavoro da poter gestire dal domicilio.

Innanzi tutto, la premessa è quella di disporre una certa professionalità, un bagaglio di competenze che possano essere comprate da qualche impresa e/o professionista.

Poi, è necessario selezionare/cercare imprese e professionisti disposti ad offrire lavoro sotto forma di collaborazione a distanza.

A volte, questo può essere un lavoro impegnativo ma nel tempo, consente di individuare soggetti potenzialmente validi per garantire collaborazioni continuative e remunerative.

Sono molte le imprese che cercano spesso a loro insaputa professionisti/lavoratori anche e sopratutto a distanza per coprire le svariate necessità interne.

In effetti, molte imprese non hanno davvero considerato sino in fondo questo modello di collaborazione in tutto il suo potenziale.

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