Crisi.

novembre 4, 2017 | Redazionale

Idee per mettersi in proprio : che cosa è la crisi e come molti la stanno affrontando con idee innovative.

Cos’è sta crisi?

Il tema della crisi, nel senso più ampio del termine, è oggetto quotidianamente da parecchi anni di discussioni, convegni, analisi, proposte più o meno interessanti o sensate!

La percezione poi delle persone, delle imprese e di coloro che ‘stanno fuori’ da queste ‘posizioni’, non corrisponde in buona parte alla ‘versione’ più o meno ufficiale.

Uscendo dalle promesse e dalle visioni ottimistiche che i vari governi (nel corso dei molti anni) hanno espresso in maniera unilaterale (del resto, bisogna riconoscerlo, è un loro dovere esprimere e distribuire ottimismo in termini assoluti, indipendentemente dalla realtà effettiva), con l’obiettivo anche di alzare il livello di ‘positività’ e dare così impulso al Paese, vogliamo ora dire la nostra su come in questa fase si stia gestendo questa criticità.

Fare impresa. Vivere immersi nella realtà quotidiana.

E’ inutile avere idee innovative se poi non ci sono le condizioni ambientali per svilupparle e se i giovani ed i meno giovani motivati preferiscono farlo in altri paesi più predisposti.

Come sito che da anni osserva l’evolversi della situazione (in particolare in Italia), ci sembra giusto dare un contributo in modalità molto diretta : alla maniera cioè di affaripropri.com.

Sa una parte, si deve prendere atto che il ‘modello Italia’ ( ma anche quello di vari paesi occidentali che in questi anni hanno subito una forte crisi ‘sistemica’) è in forte crisi, una crisi che non è solo di ‘matrice economica’ ma è strutturale e di questo, se ne continua a parlare poco.

I dati parlano chiaro :

crollo demografico.

Siamo un paese di vecchi che dovrà spendere sempre di più per pensioni e sanità e questo, rappresenta in termini di bilancio una zavorra.

E’ inutile vivere di ‘politicamente corretto’!

Se la maggior parte delle persone stanno a casa e la minoranza deve(e dovrà sempre di più) lavorare (e pagare) per tutti i costi crescenti, diventa un problema!

Se nel dopoguerra ogni 3 lavoratori c’era una sola persona a carico del sistema, ora, il rapporto si è complicato e di fatto (in termini di fatturato, bilancio e non persone) il costo delle persone che sono a carico supera la ricchezza prodotta dai lavoratori.

Il sistema non regge più!

Chi vi promette metto tasse e meno contributi previdenziali da pagare alle prossime elezioni, dovrà anche spiegarvi dove prenderà le risorse in futuro per farlo.

I migliori se ne vanno.

Non è purtroppo solo un modo di dire diffuso.

Se i giovani ed anche i meno giovani attivi, quelli più motivati se ne vanno all’estero, cosa rimane qua?

Un’economia moderna è fatta di idee, stimoli, progetti, ecc. e se coloro che potrebbero portare avanti queste iniziative se ne vanno….cosa ci resta qui?

Probabilmente : un popolo di milioni di precari a basso reddito, pensionati, milioni di dipendenti pubblici, soggetti over 55 in attesa della pensione, giovincelli che aspirano al reddito di cittadinanza, ecc..

Un’economia vecchia.

Centri commerciali tradizionali destinati ad entrare in crisi nei prossimi anni a causa delle vendite on line, vecchie fabbriche inquinanti che pagano stipendi da fame e garantiscono ‘degenti ospedalieri’ in quantità, un’infinita varietà di imprese decotte che sopravvivono, ecc..

Un paese che deve, se vuole sopravvivere ed avere un domani, adattarsi ad un’economia del futuro e non vivere di vecchi ricordi (anche se solo di pochi anni fa).

Tutto cambia!

Questo modello economico non regge!

Ed invece, ci aggrappiamo ad un passato(economico e non solo)….

E’ il sintomo della paura, dell’incapacità di guardare ad un domani.

Risorse umane non preparate e male utilizzate.

Abbiamo la necessità di preparare gente da mettere sul mercato del lavoro in poco tempo ed invece, per una serie di degenerazioni ideologiche e per ignoranza e mancanza di visione concreta, abbiamo costruito un mostro, obbligando i giovani a trascorrere anni ed anni a scuola, in corsi di formazione post scuola, in stage ed altre amenità inutili per poi cosa andare a fare????

Per scrivere un articolo di tre righe su un giornale, servono ormai 30 anni di età, laurea specializzata e corsi, stage….???

Anche per fare il fornaio ed il carpentiere non serve stare imboscati a scuola sino a 19 anni!

Tra un po, se continua così, richiederanno ai baristi di prendere una laurea breve!

Bisogna essere concreti.

Basta, con perdite di tempo, vivendo di ideologia modello ‘anni 68’.

Sistema pensionistico.

Sono state eliminate delle distorsioni assurde nel corso degli anni : pensate alle baby pensioni ed al calcolo secondo modello retributivo dell’assegno pensionistico ma parliamoci chiaro :

davvero pensate che si possa portare a 72 anni l’età pensionabile di un operaio ma anche di un cassiere o di un autista?

Bisogna tirare fuori idee e modelli nuovi!

Non basta ragionare da contabili puri per tamponare buchi e dissesti tenuti nascosti per decenni.

Crisi : o si cambia o si muore!

Mancano le idee!

E questo, lo sottolineiamo da anni!

Politici e sindacati che parlano (e propongono soluzioni) come se vivessero in un altro mondo!

Il modello attuale non regge e non rimane molto tempo per porre rimedio.

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