Lavori del futuro.

dicembre 8, 2017 | Redazionale

Attività future. Chi è davvero al riparo dei robot e delle tecnologie?

Questo è il primo di una serie di post dedicato al futuro del lavoro e delle attività attuali di fronte all’avanzare dei cambiamenti tecnologici.

Milioni di ‘posti di lavoro’ vengono ormai bruciati ogni anni da innovazioni e mutamenti tecnologici senza che i lavoratori tagliati fuori, vengano poi indirettamente ricompensati da una crescita paritetica i addetti in altri settori.

E’ sotto gli occhi di tutti ‘l’invadenza’ o meglio ancora, la sempre maggior presenza dei robot e della tecnologia nell’ambito del lavoro, in ogni contesto e settore.

Se ancora negli anni settanta ed ottanta del secolo scorso, l’automazione permise di sostituire ulteriori lavoratori ‘manuali’ da determinatati processi lavorativi (dopo che già da oltre 150 anni le macchine allargavano il loro spazio nel campo del lavoro), oggi, non sono più soltanto le professione manuali di basso livello ad essere messe in discussione dalla tecnologia, bensì, incontriamo fra i lavori insidiati dalla tecnologia, tutta una serie di attività e competenze che vanno dal classico friggitore di patatine del fast food, passando per il tassista, sino all’avvocato, il commercialista ed il medico stesso, giusto per limitarci a qualche esempio semplice.

Non sono presenti più limiti e non esistono oggi spazi al riparo dell’assalto tecnologico, anche per chi sino alla data odierna si è sentito al sicuro.

Lavori a rischio. Nessuno è al sicuro?

Quando leggiamo in alcuni articoli pubblicati da vari media l’elenco delle professioni che verranno sostituite nel giro di 20 anni, pare che non ci sia traccia, se non in maniera del tutto limitata, delle cosiddette attività professionali tradizionali.

In realtà, il mondo delle professioni è già oggi parecchio a rischio, se pensiamo ad esempio che basterà un super computer per offrire consulenze e pareri nei più svariati settori : medico, legale, fiscale, nell’ambito della consulenza e sicurezza del lavoro, nella gestione di servizi oggi gestiti da geometri, ingegneri, ecc..

Facciamo riferimento quindi a milioni di soggetti interessati!

Vogliamo poi parlare della docenza e della formazione?

Anche qui, non ci vorrà poi molto a ‘pacchettizzare’ risposte e corsi ‘all incluse’ che taglieranno fuori i consulenti tradizionali in carne ed ossa.

Ci aspetta un futuro dove la concorrenza tecnologica sottrarrà sempre più spazio ad ogni tipo di professione e conoscenza.

E’ bene prepararsi per tempo, per evitare di trovarsi spiazzati, anche dal punto di vista psicologico.

Professioni a rischio. Chi sono i più esposti?

Illudersi di essere al riparo da queste conseguenze solo perché sino ad oggi la concorrenza ‘tecnologica’ non ha esercitato una così particolare presenza nel nostro campo, rimane una pia illusione.

Tutto verrà rimesso in discussione! E’ solo questione di tempo.

Piccolo commercio, professioni e mansioni a basso valore aggiunto, attività più esposte alle innovazioni tecnologiche, ecc. sono centinaia e centinaia le tipologie di lavori, i vari business che nel giro di pochi anni verranno spazzati via e/o più semplicemente ‘messi all’angolo’.

Per alcune tipologie di attività non c’è scampo! Verranno travolte del tutto!

Coloro che operano in questi ultimi segmenti e settori, farebbero meglio a uscirne al più presto, optando per altre aree, avendo ora la possibilità di venirne fuori ancora ‘integri’, senza dover subire gli effetti della concorrenza tecnologica che li ‘logorerà’ anno dopo anno sino a renderli del tutto obsoleti al mercato futuro.

Poi, vi sono tutta quella serie di professioni ed attività che verranno ‘cambiate’ profondamente dalla tecnologia e per esse (oltre naturalmente che per i loro protagonisti), c’è soltanto una cosa da fare :

adattarsi e sopravvivere!

Questo vuol dire : accettare i cambiamenti cercando di trovare uno spazio, riposizionandosi nel nuovo contesto.

Lavori del futuro. Mettersi al riparo.

La domanda che molti si pongono a questo punto è : ‘ come riesco a sopravvivere di fronte a questi cambiamenti?

Non ci sono risposte buone valide per tutti, come del resto non esistono soluzioni chiavi in mano standard da applicare in ogni contesto.

La bassa specializzazione, è sicuramente uno dei punti deboli di chi dovrà affrontare questi cambiamenti.

Su questo, dobbiamo davvero avere una visione reale e concreta!

La cosa importante per tutti : evitare di prendere tempo, attuando una ‘resistenza’ logorante che non porta risultati ma soltanto prolunga l’agonia.

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