Mollare o tenere duro?

marzo 15, 2015 | Redazionale

Buon lunedì,

proviamo oggi ad andare un po controcorrente rispetto ai luoghi comuni assai diffusi, tra i quali, c’è anche quello che prevede che nei casi in cui i nostri sforzi in direzione di un obiettivo/progetto, ecc. non siano ripagati dai risultati, allora, serva sempre  tenere duro(..all’infinito?), cioè, continuare sulla solita linea e guardare solo avanti, dedicando tutte le energie disponibili in quella direzione sino all’obiettivo finale.

Cosa vuol dire questo pseudo principio, forse : ‘voler rinunciare a pensare, a valutare, a capire ciò che si sta facendo’??

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E poi, chi l’ha detto che si debba per forza tenere duro sempre e comunque in ogni caso?

Forse, a volte sono proprio le difficoltà che ci devono anche (quando serve) portare a ripensare a ciò che si sta facendo per valutare se questo percorso(sino ad oggi seguito), corrisponda veramente ai nostri veri obiettivi e/o il progetto sia davvero ‘impostato’ nella giusta maniera.

Può essere anche il caso che si stia commettendo qualche errore e che alla fine, ciò che stiamo cercando di realizzare non sia poi davvero in linea con i nostri veri obiettivi.

I duri non si piegano E perché no?

Non è solo questione di orgoglio (spesso caciaro) oppure, il dover dimostrare qualcosa a qualcuno (talvolta, solo a noi stessi) ma piuttosto, è importante quando serve, prendersi anche una pausa da ciò che si sta facendo per riguardare il tutto con uno sguardo (e sopratutto un ragionamento) meno ‘coinvolto/emotivo’ e ripensare ad ogni aspetto del progetto che si sta cercando di portare avanti.

Dagli errori si deve imparare.

Accade infatti che quando si è ‘troppo coinvolti’ in qualcosa, si tenda a perdere la visione chiara e serena del contesto (complessivo) e questo, rappresenta un errore assai diffuso, commesso anche da parte di persone preparate e con esperienza.

Fermarsi e ragionare su ciò che si sta facendo, non significa di certo rinunciare ai propri sogni ed agli obiettivi che ci si è dati ma al contrario, poter riguardare tutto il progetto sotto una visione nuova, alla luce anche degli errori e dei problemi che magari meritano una nuova strategia, un nuovo modo di affrontarli rispetto al passato.

Inoltre, il fermarsi, talvolta aiuta a raccogliere non solo le idee nuove ma anche riorganizzare le energie da dedicare al progetto.

Avere il coraggio di sapersi mettere in discussione.

Non è solo questione di orgoglio e/o di rigidità a cui si tende (purtroppo) a sottostare ma bisogna sempre anche ricordarsi del perché stiamo facendo quegli sforzi e quali sono i nostri veri obiettivi (anche quelli spesso interiori che teniamo nascosti a noi stessi).

Mettersi in discussione quindi, vuol anche dire :

provare a capire quali sono stati gli errori che hanno rallentato il raggiungimento dei nostri obiettivi;

se ancora il progetto oggi ha un senso e quindi, merita, seppur con qualche ‘ritocco’, di essere portato avanti;

rivedere le strategie, i tempi previsti in passato, le risorse da dedicare, ecc..

Realizzare i propri sogni.

Non stiamo solo parlando di obiettivi di business ma anche di ogni tipologia di progetto che coinvolge la nostra esistenza.

La flessibilità e l’intelligenza, non devono essere messi mai ‘da parte’ quando si punta al raggiungimento di un obiettivo.

A volte, il percorso a tappe, richiede una riorganizzazione, un aggiornamento, ecc. rispetto all’idea di partenza, al progetto iniziale in quanto le condizioni esteriori (ma anche le nostre necessità e situazioni personali) tendono continuamente a cambiare.

Buon lavoro.

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