Ne vale la pena.

febrero 7, 2018 | Redazionale

Mi conviene? Quando occorre valutare se lo sforzo è proporzionato all’obiettivo da raggiungere.

Un aspetto curioso ed interessante da osservare, presente in molte esperienze umane che vi capiterà di incrociare in svariati ambiti, è il grande dispendio di energie profuso da parte di molteplici soggetti nel raggiungimento dei loro obiettivi, alla fine poi ‘tutto sommato marginali’, se consideriamo il loro potenziale vantaggio complessivo che potrebbero apportare agli stessi soggetti coinvolti in queste azioni, in caso ovviamente di successo.

In concreto, c‘è un sacco di gente che si da un gran da fare per raggiungere degli obiettivi modesti, dedicando molto tempo e risorse che forse non meriterebbero tale destinazione, visto il ‘potenziale premio modesto’ da raggiungere.

Perché allora lanciarsi in sforzi enormi per raggiungere degli obiettivi tutto sommato minimi, quando si potrebbe invece utilizzare le stesse (o forse anche minori) energie per conseguire altri traguardi, ben più appaganti di quelli presi in considerazione?

Comprendere la mente umana, a volte, non è così semplice (o scontato) come apparentemente si potrebbe pensare ma visto i numerosissimi esempi di ‘impegni’ in cui le persone si cimentano, talvolta anche inutilmente, per raggiungere obiettivi di vario genere nel corso della loro vita, forse, un post dedicato all’argomento ci può anche stare.

Quando conviene. Orientare gli sforzi verso obiettivi validi.

Già dalla premessa iniziale, abbiamo voluto sottolineare come non sia affatto facile capire le persone e le loro azioni e perché gli uomini si lancino in certe iniziative che offrono nel complesso dei vantaggi potenziali modesti.

Non è vero che non abbiamo alternative(come qualcuno certa di giustificarsi, adottando un atteggiamento ‘giustificativo’)

Nella maggior parte dei casi invece, c’è sempre la possibilità di effettuare delle scelte, optanto per una o più differenti soluzioni alternative.

Eppure, troppe volte, le persone fanno scelte di bassa qualità, insoddisfacenti nel loro complesso e ciò, riguarda molti ambiti della loro vita : gli affari, la vita privata (relazioni di vario tipo, la gestione del tempo libero e di molte passioni, la salute, ecc.), la formazione professionale, ecc..

Quando poi, l’insodisfazione diventa così evidente, vediamo queste stesse persone ‘accusare il mondo’, ‘la sfortuna’ e qualche soggetto esterno(a volte non ben identificato) per i propri fallimenti e lo stato di mancata soddisfazione in cui versano.

Oggi, in un mondo in cui siamo sempre connessi alla Rete, è sufficiente osservare le esternazioni pubblicate su Facebook e su altri social, per capire come la frustrazione delle persone emerga con sempre maggiore evidenza, nonostante, come abbiamo appena sopra evidenziato, ci si trovi di fronte a delle scelte effettuate dagli stessi personaggi che successivamente si lamentano, dando la colpa ad altri dei loro fallimenti e della loro bassa qualità di vita.

La paura di vincere. Quando le scelte sono improntate sin dall’inizio a non vincere.

Le persone, nella maggior parte dei casi(basta osservarne i comportamenti ed i risultati), si comportano come dei bambini capricciosi!

Piangono per le loro mancanze e per le lorosfortune e poi, non fanno davvero nulla per selezionare e raggiungere i loro veri obiettivi.

In più (come stiamo evidenziando in questo post), utilizzano male le risorse a disposizione, dedicando tempo ed energie (di qualunque genere : fisiche, morali, finanziarie, ecc.) in modo sbagliato (nella modalità) e sopratutto, negli obiettivi da raggiungere.

La scelta degli obiettivi è importatissima, in quanto è sempre legata alle risorse da dedicare a questo compito.

Se per raggiungere (o tentare di raggiungere) un risultato mediocre dobbiamo dare fondo alle nostre risorse, allora, significa che stiamo sbagliando.

Piuttosto, è meglio iniziare ad effettuare delle scelte razionali e non emotive!

In più, pare proprio che per certi soggetti, ci sia l’aggravante della recidività, ossia, nonostante abbiano commesso questo errore più volte in passato, continuano a perseverare in senso negativo, quasi ci fosse la volontà non vincere, come in presenza di un rifiuto ad essere felici, ad ottenere risultati appaganti in grado di migliorare il livello qualitativo della propria esistenza.

Ne vale la pena. Quando diventa importante porsi delle domande prima di effettuare o pianificare delle scelte.

Prima di lanciarsi in iniziative di ogni genere, forse sarebbe meglio fermarsi un momento a riflettere, a pensare nel complesso a ciò che ci si appresta a fare, soppesando gli sforzi da mettere in campo e rapportandoli agli obiettivi da raggiungere, ponendosi cosìl a fatidica domanda : ne vale la pena per davvero?

Non sempre infatti c’è questa convenienza.

Questo, ci porterebbe ad ottenere risultati migliori ed un livello di soddisfazione generale superiore.

Troveremo così meno commenti pietosi su Facebook, postati da persone insoddisfatte della loro vita ed assai frustrate per i risultati ottenuti.

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