| Utente | Messaggio |
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10:28 agosto 31, 2011
| maurizio68
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| New Member | messaggi1 | |
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Un saluto ai membri del forum.
Dovendo valutare l'apertura di punti vendita in aree centrali (od all'interno di centri commerciali) a Chisinau in Modlavia ed in Romania (Timisoara o Bucarest) ho notato che i prezzi dei fondi commerciali sono molto più alti che in Italia ed apparentemente, non ci sono spiegazioni razionali perchè il rendimento di questi punti vendita in generale, in base ad una ricerca che ho cercato di attuare, non è superiore rispetto all'Italia.
Ho provato ad ipotizzare alcune motivazioni.
Intanto, voi cosa ne pensate?
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11:05 agosto 31, 2011
| giuse69
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| Member | messaggi23 | |
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La Romania e molto , molto di più la Moldavia ricevono grossi flussi di denaro in entrata che 'cercano una collocazione' e molto spesso, si rivolgono agli investimenti disponibili da subito che sono : l'apertura di attività commerciali ed in parte anche il settore immobiliare.
Ovviamente, aumentando la richiesta di apertura di attività commerciali e dei fondi commerciali stessi, conseguentemente, provochi un aumento del valore dei prezzi. A volte anche in maniera eccessiva. Ma questo rientra nella logica della domnada e dell'offerta.
Tieni conto che in Moldavia , il mercato delle attività e quindi anche l'economia in generale, è poco liberalizzata e quindi le opportunità di investimento non sono ampie e l'economia vede tra le fonti principali attive, le rimesse degli emigrati che finiscono per 'sostenere' il giro dei consumi interni che ruota intorno anche alle attività commerciali stesse.
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19:48 agosto 31, 2011
| giove
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| Member | messaggi48 | |
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Conoscendo la Romania ti confermo che specie nel periodo del boom (2006, 2007 ed inizio 2008) caratterizzato da un flusso elevato e costante di denaro in arrivo in Romania, il prezzo degli spazi commerciali era schizzato alle stelle.
In centro a Timisoara, venivano richiesti anche 7000 euro al mese per 100 metri quadrati.
Una follia per un paese come la Romania!
La bolla venne ridimensionata ma i prezzi si sono comunque mantenuti alti.
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14:44 settembre 1, 2011
| giuse69
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| Member | messaggi23 | |
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E' difficile spiegare il 'modello Romania' od il modello 'Moldavia' a chi non ha esperienza diretta di questi paesi.
Ad esempio, la gestione di un conto corrente per una piccola impresa in Romania può arrivare a costarti anche tre volte rispetto all'Italia. In Moldavia, mi dicono anche peggio.
Per incassare un assegno una banca in Romania, la filiale si prende dalla 5 alle 100 euro nel caso di una piccola impresa( e parliamo sempre di assegni di piccolo importo).
Anche i costi ordinari di gestione conto sono nettamente superiori.
Fare impresa in questi paesi significa 'confrontarsi' con situazioni e costi non propriamente liberalizzati.
Comprendo bene quando vedo imprenditori e turisti stupiti nel momento in cui vengono a conoscenze di alcune di queste 'distorsioni'.
Se si è abituati al parametro 'Italia' o comunque 'Europa Occidentale' e quando ci si trova davanti a determinati elementi, si ha difficoltà a 'inquadrarli' nella giusta maniera.
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08:16 settembre 2, 2011
| giove
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| Member | messaggi48 | |
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Sempre in tema di aspetti poco conosciuti e che vengono sottovalutati dagli imprenditori stranieri quando vanno ad aprire in quei paesi, occorre ricordare che quando si decide di aprire un negozio, un ristorante o qualsiasi attività che ha come clienti 'persone non italiane', occorre entrare nell'ottica di quel paese.
Invece, molti aprono attività pensando e lavorando come se fossero in Italia.
E lo dico non solo guardando ad alcuni aspetti.
In tutte le fasi, partendo dai prezzi per passare dalla tipologia di prodotti ed arrivando anche alla 'visibilità' dell'azienda per non parlare della gestione e formazione del personale, tutto va rimesso in discussione.
Se si vuole aprire un'attività in quei paesi, occorre fare un progetto ad hoc e studiare per benino come impostare l'offerta sotto tutti i punti di vista.
Non è possibile illudersi di aprire un'attività fotocopia rispetto all'Italia e pensare poi di gestirla alla solita maniera.
Anche alcuni costi che all'apparenza sembrano molto più bassi, se non sono gestiti bene, possono sortire sorprese poco piacevoli.
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16:17 novembre 17, 2011
| leomas
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| Member | messaggi13 | |
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C'è ta tenere conto anche di altri aspetti per spiegare i motivi dei prezzi elevati degli spazi commerciali :
per la Moldavia, Chisinau rappresenta il centro principale dove si concentrano gli investimenti per attività commerciali dall'estero e non;
per la Romania, lo sviluppo di strutture commerciali e la liberalizzazione vera e propria del commercio non è ancora effettiva e le distorsioni sui prezzi e sulle offerte, anche degli spazi commerciali, è ben presente anche se qualcosa a causa della crisi, si sta muovendo.
Quando si parla di economie che sono ancora 'giovani', si deve tenere conto anche di questi aspetti.
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09:23 novembre 18, 2011
| barbara91
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| Member | messaggi25 | |
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Un errore che negli anni passati molti imprenditori commerciali sia romeni che italiani hanno commesso, è stato quello di non considerare gli elevati costi fissi da locazione sia all'interno dei centri commerciali che in aree del centro cittadino.
Molte attività si sono trovate in difficoltà solo pochi mesi dopo l'apertura a causa di questi problemi.
C'è ancora l'illusione di aprire un'attività basandosi eccessivamente sul basso costo della manodopera e non si tengono affatto conto di tutta un'altra serie di costi e criticità che sono ben presenti quando si avvia un'attività in Romania o Moldavia.
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10:05 febbraio 20, 2012
| giova
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| New Member | messaggi2 | |
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Parlavo con un conoscente che ha avuto una società in Romania per anni ed ha visitato diverse volte la Moldavia.
Mi ha confermato che se un'impresa deve delocalizzare dall'Italia e poi esportare nella Comunità Europea o in Italia in particolare, forse è meglio la Romania anche se i costi del personale in Moldavia sono più bassi di almeno un 25% in media.
C'è sicuramente un problema di organizzazione e formazione del lavoro e di altre problematiche annesse, distanza (logistica) dall'Italia, ecc..
Dipende sempre da che cosa uno va ad aprire e quali sono i suoi obiettivi.
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