Aprire un cooperativa di badanti.

October 14, 2013 | Doing business

Nel corso della prima puntata, abbiamo sin dall’inizio preso atto che questo settore (l’assistenza ad anziani e disabili) coinvolge un numero variegato di moltissimi soggetti (c’è infatti chi ‘calcola’ la presenza di un numero di oltre 2000.000 di operatori in Italia che a vario titolo sono impegnati in questo comparto).

Si tratta di un campo di attività in continua crescita ed i numeri (le statistiche stesse) lo confermano ampiamente, in quanto ogni anno, la categoria ‘anziani e disabili’ diventa sempre più affollata (in termini numerici).

5images

Aprire una cooperativa di badanti. Il mercato.

 

Il ‘mercato’, in teoria esiste e continua a crescere (come del resto abbiamo già evidenziato nel corso della prima parte)!

Non è solo l’invecchiamento della popolazione o l’allungamento della vita che coinvolge anche i soggetti colpiti da malattie gravi ed invalidanti a favorire lo sviluppo di questo comparto.

Bisogna tenere conto che le cosiddette ‘famiglie tradizionali’ sono sempre di meno ed il crollo della natalità, ha portato le famiglie italiane ad avere poco più un figlio in media per coppia.

Tutto questo, va ad impattare sulla possibilità da parte di una famiglia tradizionale (e nuova) di offrire ‘assistenza continuativa diretta’ ai propri familiari al momento della vecchiaia.

Diventa quindi particolarmente complesso per un figlio unico, od una coppia di figli unici, ‘gestire’ le ipotetiche problematiche di 4 genitori anziani (nel caso i familiari invecchiassero e necessitassero di assistenza).

 

Aprire un’agenzia di badanti. Da dove cominciare.

 

Vediamo ora come si può pensare di trarre profitto da questo tipo di impresa.

La soluzione migliore, è forse rappresentata dalla creazione di una cooperativa di badanti che va a coprire un notevole numero di servizi e fra questi :

la gestione continuativa (mesi od anni) di persone che necessitano di assistenza;

servizi temporanei per sostituire una badante che è in ferie;

la gestione del servizio di ‘badante di condominio’ o badante condivisa;

ecc..

Quindi, si tratta di prendere contatto con le varie associazioni, gli enti pubblici(ed i vari assessorati specifici), le differenti realtà che sono a contatto con il mondo dell’assistenza, degli anziani e dei disabili per poter farsi conoscere ed offrire un insieme di soluzioni, anche pacchettizzate e/o flessibili per andare incontro a numerose necessità.

Aprire una cooperativa di badanti. Chi sono i competitor.

Il ‘mercato’ di questi servizi è enorme, sia dal punto di vista dell’offerta che della richiesta (anche di quella talvolta non pienamente espressa).

L’ideale, come in ogni progetto d’impresa, è quello di segmentare il mercato per farsi un’idea di come agire.

Questo, infatti consente di predisporre un’offerta mirata e meglio direzionata rispetto alla richiesta.

I competitor in questo campo sono molti e fra questi :

le singoli badanti che operano in maniera indipendente e spesso, applicano tariffe ‘flessibili’ in base alle richieste della famiglia ed alla situazione ‘personale’ dell’assistito;

le imprese private che offrono questi servizi;

le associazioni, le onlus ed altre numerose organizzazioni ‘senza scopo di lucro’ che operano in questo ampio settore;

ecc..

Concludendo questa seconda parte, vogliamo ricordare che dal punto di vista del profitto, i ‘margini’ non sono elevatissimi(anche a causa di una concorrenza ampia) e quindi, una cooperativa di badanti deve poter lavorare con un numero ampio di soggetti assistiti e riuscire nel contempo a diversificare l’offerta (come del resto abbiamo già evidenziato in entrambe le puntate).

Articoli correlati:

Other posts :